Credito al consumo: tutto quello che c’è da sapere per evitare rischi

Il credito al consumo è stato oggetto di tantissime riforme, molte delle quali si sono concentrate nell’ultimo quinquennio, per cercare di riequilibrare il rapporto esistente tra i consumatori (la parte debole) e le società finanziatrici.

Il credito al consumo, da definizione, è una sotto categoria della sezione dei finanziamenti, in quanto comprende tutte quelle tipologie di prestito che vengono concesse ai privati, ma solo al di fuori dello svolgimento della loro attività lavorativa. Quindi ci rientrano tantissime categorie di prodotti e servizi, come prestiti personali, finanziamenti finalizzati, carte revolving, la cessione del quinto, ecc.

Infatti un elemento che non può mai mancare è quello della presenza della rateizzazione, ovvero delle varie tipologie di dilazioni dei pagamenti.

Le novità sul credito al consumo

La grande diffusione del credito al consumo ed il processo espansivo molto veloce hanno provocato due condizioni: la prima è stata quella di dopare il sistema attraverso un’offerta poco trasparente e poco chiara, che a sua volta ha finito con il creare difficoltà ad un’ampia sezione della clientela che si è ritrovata di fronte a contratti firmati senza la giusta consapevolezza, e spesso anche a difficoltà di rimborso. L’altra è stata una maggiore attenzione da parte degli organi di tutela dei consumatori e, di conseguenza, degli apparati normativi, che hanno fatto chiarezza e, soprattutto, hanno introdotto delle limitazioni per le banche e le società finanziarie, per tutelare gli utenti.

Tra le principali novità sono stati introdotti:

  • l’obbligo di redarre i preventivi con informazioni specifiche e secondo formulari facilmente confrontabili;
  • la determinazione dei tempi per l’esercizio del diritto di recesso;
  • maggiore attenzione sulle pubblicità ingannevoli.

Tuttavia, proprio a causa dell’elevato numero di contratti che rientrano nella categoria del credito al consumo, sono ancora molte le situazioni sulle quali la legge dovrà intervenire per eliminare situazioni potenzialmente pericolose per i consumatori stessi.

Come tutelarsi sempre con il credito al consumo?

Nonostante gli interventi normativi, ancora oggi ci sono delle società che non vi si sono adeguate. Per evitare che il farraginoso sistema dei controlli vada a proprio scapito, rimane buona norma quella di riferirsi solo a società solide, con una buona “fama” in termini di correttezza. Requisiti che normalmente coinvolgono grandi società come Unicredit, Intesa e Bnl, o grandi finanziarie come Agos (che fa parte di Credit Agricole) o Compass (che fa parte di Mediobanca), solo per fare alcuni nomi. Certo è che può essere troppo rischioso rivolgersi alle piccole finanziarie, al di là delle promesse o dei vantaggi che dicono di garantire.


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