Ho bisogno di denaro subito: ecco come fare

Il rapporto tra le banche e gli utenti si è sempre più scollato negli anni, il che ha portato ad un allontanamento e a una discrasia tra la domanda e l’offerta. Ciò diventa abbastanza evidente nel momento in cui ci si presenta ad una banca dei quali si è correntisti da diverso tempo, ma alla richiesta “Ho bisogno di soldi subito, come faccio?” si ottengono risposte negative o attendiste.

Ciò è dovuto al fatto che le logiche finanziarie non assecondano per loro natura le reali necessità, ma seguono criteri propri resi ancora più farraginosi dalle politiche di concessione del credito decise dagli appositi uffici dei vari istituti di credito. In queste condizioni quindi quali possono essere le soluzioni?

Prestiti tra privati e pegno

Se la necessità di liquidità è realmente urgente (ad esempio andrebbe soddisfatta oggi stesso), le possibili strade sono principalmente due:

  1. chiedere soldi a persone di fiducia (Prestito tra privati), firmando una scrittura privata e delle cambiali, così da essere al sicuro da brutte sorprese e dalle indagini del fisco;
  2. sfruttare il prestito su pegno (vedi anche Credito su pegno).

In quest’ultimo caso, se si mette a disposizione un bene di facile valutazione come oro puro, argento, ecc, si ha la possibilità di ottenere rapidamente dei contanti (il discorso cambia nel caso di quadri, gioielli che vanno sottoposti a valutazione eseguita da professionisti). Rispetto alla vendita vera e propria rimane la possibilità di tornarne in possesso ripagando il prezzo più gli interessi pattuiti. Si può infine chiedere alla propria diocesi se si rientra nell’ipotesi che dà accesso al Prestito della Speranza.

Social lending e Crowdfunding: il limite del tempo

Queste due metodologie, che hanno creato un altro canale di accesso al credito, parallelo a quello di banche e finanziarie, sono entrambi validi ma hanno due limiti:

  1. il primo è inerente al fattore “tempo” perché bisogna attendere che la richiesta prima sia valutata positivamente dal team preposto del sito al quale ci si rivolge, e poi che i potenziali finanziatori aderiscano alla richiesta (nella maggioranza dei casi si deve raggiungere anche l’importo obiettivo perché il tutto vada a buon fine);
  2. il secondo è legato all’interesse che i potenziali finanziatori possono avere nei confronti di un progetto (vedi anche Come funziona Eppela) che, in molti casi, esula dalla reale ‘bontà’ dell’idea stessa riferendosi in primis alla visibilità offerta dallo stesso sito (in quest’ottica piattaforme di tipo “social” vere e proprie, al giorno d’oggi sono ancora poche).

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