Rinnovo cessione del quinto: tempi, requisiti e limitazioni

Dato per scontato che sia possibile ottenere un rinnovo della cessione del quinto (con le sole limitazioni anagrafiche, per la durata del nuovo piano di ammortamento, nel caso in cui si tratti di una cessione sulla pensione Inps, Inpdap, ecc), ci si deve rapportare con i vincoli imposti dalla stessa normativa (vedi anche Come calcolare la quota cedibile). Vediamo quali.

Che cosa dice la normativa: quali limiti?

La prima osservazione da fare è che il legislatore ‘in origine’ aveva riservato l’accesso alla cessione del quinto ai dipendenti del settore pubblico, per cui ciò che stabilisce la normativa coincide con quanto indicato per coloro che ne hanno in corso una emessa dall’ex Inpdap. Nel particolare ci sono due tipologie di limitazioni, che sono: quella di tipo temporale, e quella legata a situazioni particolari, come nel caso di una richiesta di rinnovo con pignoramento in corso. Per quanto riguarda l’aspetto temporale, si può richiedere la cessione non prima che siano trascorsi quattro anni se si tratta di un finanziamento con durata decennale, e dopo due anni nel caso di quella a 60 rate o quinquennale. C’è una sola eccezione, che riguarda il caso specifico in cui si ha un ammortamento di 60 mensilità, e sono state pagate almeno le prime 12 rate, ma in questo caso bisogna passare ad una cessione con piano decennale (e a condizione che non sia stata sfruttata già in precedenza questa modalità).

Cessione e pignoramento pensionati e dipendenti: quali differenze?

Invece per quanto riguarda la presenza di un pignoramento già in corso, bisogna distinguere tra chi è pensionato e chi no: per i primi ci deve essere prima la chiusura del pignoramento e poi provvedere alla richiesta di rinnovo (perché su una pensione non si potrebbero avere due trattenute contemporaneamente) mentre per chi è ancora in attività lavorativa sta all’amministrazione statale decidere di concedere la possibilità di avere due trattenute in contemporanea (vedi anche Credito su pegno).

Dopo quanto tempo si può rinnovare per i dipendenti privati?

Sono passati pochi anni da quando la cessione è diventato uno strumento adatto anche ai dipendenti del settore privato, per cui sono state sfruttate delle lacune della normativa, per poter renderne più flessibile, in modo ragionevole, il rinnovo. Come regola generale (ferma restando l’eccezione indicata già per i dipendenti pubblici di un rinnovo da quinquennale a decennale) è stato stabilito che si può fare una richiesta di rinnovo se è trascorso almeno un quinto del piano di ammortamento: questo perché si sono sviluppate forme di cessione con durate differenti da quelle originariamente previste come sole alternative di massima (prestito pluriennale da 5 o da 10 anni). L’apertura a questa opportunità deve essere contemplata dalla finanziaria o banca erogante, sia che si tratti quindi di Agos, che Unicredit, Findomestic, Compass, ecc
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