Cessione del quinto INPS 2026: guida per pensionati

Con la dicitura “cessione del quinto INPS” ci si riferisce di solito alla cessione del quinto della pensione in convenzione INPS, cioè un prestito riservato ai pensionati e rimborsato tramite trattenuta diretta sul cedolino della pensione.

La rata mensile non può superare un quinto della pensione netta e deve sempre lasciare al pensionato almeno il trattamento minimo previsto per l’anno in corso. Nel 2026 il trattamento minimo mensile INPS è pari a 611,85 euro.

Rispetto a una normale cessione del quinto, la versione in convenzione INPS offre alcune tutele specifiche: la banca o finanziaria aderente può acquisire telematicamente la quota cedibile, l’INPS controlla che la rata rispetti i limiti previsti e gli intermediari devono applicare tassi entro le soglie stabilite periodicamente.

Nel 2026 l’INPS ha approvato un nuovo accordo con banche e finanziarie, valido dal 1° maggio 2026 al 30 aprile 2029, con nuove regole operative per rendere più sicura e digitale la gestione delle pratiche.

Indice articolo

Requisiti e limiti di età

Chi può richiedere la cessione del quinto INPS?

La cessione del quinto INPS può essere richiesta dai pensionati INPS, inclusi gli ex INPDAP, a condizione che percepiscano una pensione cedibile e che l’importo della pensione permetta di trattenere una rata senza scendere sotto il trattamento minimo.

Non tutte le pensioni, infatti, possono essere usate per ottenere una cessione del quinto. In generale non rientrano nel calcolo della quota cedibile:

  • assegni di sostegno al reddito;
  • assegni e pensioni sociali;
  • pensioni di invalidità civile e prestazioni assistenziali non cedibili;
  • APE sociale;
  • trattamenti che per loro natura non possono essere aggrediti da trattenute volontarie.

Per quanto riguarda l’età massima finanziabile, la cessione del quinto della pensione è sempre accompagnata per legge da un’assicurazione obbligatoria sulla vita. Questa copertura tutela la banca e gli eredi nel caso in cui il pensionato muoia prima della fine del piano di rimborso.

In teoria alcuni prodotti possono arrivare fino a età molto avanzate, ma nella pratica ogni banca o finanziaria stabilisce limiti propri in base all’età del richiedente, alla durata scelta e alla disponibilità della compagnia assicurativa. Molti istituti si fermano agli 85 o 87 anni alla scadenza del contratto, mentre solo alcuni arrivano a soglie più alte.

Quanto si può richiedere?

L’importo massimo richiedibile non è fisso, perché dipende dalla quota cedibile, cioè dalla rata massima che può essere trattenuta ogni mese sulla pensione.

La quota cedibile è pari, in linea generale, al 20% della pensione netta. Tuttavia il calcolo non si ferma a questa percentuale: dopo la trattenuta, al pensionato deve restare almeno il trattamento minimo INPS previsto per l’anno in corso. Nel 2026 questo valore è pari a 611,85 euro mensili.

Per questo motivo, quando la pensione è bassa, la rata effettivamente cedibile può essere inferiore al classico quinto.

Pensione netta mensile Quota teorica del 20% Rata massima indicativa
700 € 140 € circa 88,15 €, perché deve restare il minimo di 611,85 €
800 € 160 € circa 160 €
1.000 € 200 € circa 200 €
1.400 € 280 € circa 280 €

Questi esempi sono solo indicativi. Il dato realmente utilizzabile per la richiesta è quello riportato nel certificato di quota cedibile, documento che permette alla banca o finanziaria di calcolare la rata sostenibile e, di conseguenza, l’importo ottenibile.

Infatti, se ad esempio la quota cedibile è pari a 280 euro, l’importo complessivo rimborsabile su 120 mesi sarà pari a 280 € x 120 = 33.600 €. Attenzione però: questa cifra rappresenta il totale delle rate, quindi comprende capitale, interessi e costi. L’importo netto erogato sarà inferiore e dipenderà dal tasso applicato, dalla durata, dall’età e dal costo dell’assicurazione obbligatoria.

(Fonte: INPS – Data rilevazione: 9 luglio 2026)

Tassi soglia INPS 2026

Uno dei punti più importanti della cessione del quinto INPS è il controllo sui tassi. Gli istituti convenzionati devono rispettare i tassi soglia TAEG stabiliti periodicamente per i prestiti da estinguere con cessione del quinto della pensione.

Per il periodo 1° luglio 2026 – 30 settembre 2026, i tassi soglia TAEG per i prestiti in convenzione ai pensionati sono differenziati in base all’età del pensionato alla fine del piano di rimborso e all’importo richiesto.

Età a fine finanziamento Prestiti fino a 15.000 € Prestiti oltre 15.000 €
Fino a 59 anni 10,04% 7,81%
60 – 64 anni 10,84% 8,61%
65 – 69 anni 11,64% 9,41%
70 – 74 anni 12,34% 10,11%
75 – 79 anni 13,14% 10,91%
Oltre 79 anni 21,3375% 15,9625%

Questi valori non indicano necessariamente il tasso che verrà applicato al singolo pensionato, ma rappresentano il limite massimo da rispettare per i prestiti in convenzione. Per questo motivo è sempre utile confrontare più offerte guardando il TAEG, cioè il costo complessivo del finanziamento.

(Fonte: Messaggio INPS n. 2145 del 30 giugno 2026 – Data rilevazione: 9 luglio 2026)

Come funziona la cessione del quinto INPS?

La cessione del quinto INPS funziona come una classica cessione del quinto della pensione: il pensionato riceve una somma di denaro e la restituisce tramite trattenuta automatica sulla pensione.

La durata può andare da un minimo di 24 mesi fino a un massimo di 120 mesi. La rata viene trattenuta direttamente dall’INPS sul cedolino pensione e versata alla banca o finanziaria creditrice.

Proprio perché la rata viene trattenuta alla fonte, questa forma di finanziamento può essere accessibile anche a pensionati segnalati come cattivi pagatori oppure con altri finanziamenti in corso. La valutazione resta comunque in capo all’istituto di credito, che può accettare o rifiutare la pratica.

Dal 2026 la convenzione INPS introduce anche alcune novità operative: il rinnovo esterno, la chiusura anticipata o la modifica di alcune pratiche dovranno passare dai canali telematici dedicati. Inoltre, la verifica dell’identità del pensionato per la consultazione della quota cedibile potrà avvenire anche tramite codice OTP inviato dall’INPS oppure tramite indicazione dell’importo di una delle ultime mensilità percepite.

Queste novità non cambiano la natura del prestito, ma rendono più digitale e controllata la gestione delle pratiche da parte degli intermediari convenzionati.

Quando una richiesta di cessione del quinto INPS può essere rifiutata?

Sebbene la cessione del quinto INPS permetta un accesso al credito più semplice rispetto ad altri prestiti personali, resta comunque un finanziamento. Questo significa che la banca o finanziaria può rifiutare la richiesta.

Le principali cause di rifiuto sono:

  • pensione troppo bassa, quando dopo la trattenuta non sarebbe garantito il trattamento minimo previsto per l’anno in corso;
  • pensione non cedibile, come nel caso di alcune prestazioni assistenziali;
  • età anagrafica troppo alta rispetto alla durata scelta;
  • condizioni di salute non compatibili con la copertura assicurativa obbligatoria;
  • documentazione incompleta o dati non coerenti tra cedolino pensione, documento e richiesta.

Il fatto di essere cattivo pagatore, protestato o di avere altri prestiti in corso non comporta automaticamente il rifiuto, ma può comunque incidere sulla valutazione complessiva dell’istituto.

Tempi di erogazione

Una volta consegnati i documenti necessari, cioè carta di identità, codice fiscale o tessera sanitaria e cedolino della pensione, i tempi necessari per arrivare all’erogazione della somma sul proprio conto corrente possono variare.

In condizioni ordinarie si può andare da un minimo di circa 7 giorni fino a 30 giorni, ma non esiste una tempistica identica per tutti. Ogni pratica ha le sue peculiarità.

Ad esempio, una richiesta può richiedere più tempo se:

  • il pensionato è molto avanti con l’età;
  • sono necessarie verifiche assicurative più approfondite;
  • la quota cedibile deve essere aggiornata;
  • sono presenti altri finanziamenti in corso;
  • la pratica cade in un periodo di sospensione tecnica legato all’elaborazione delle cedole pensione.

Per questo è sempre consigliabile fornire fin dall’inizio documenti completi e aggiornati.

Perché è importante richiedere diversi preventivi?

La cessione del quinto INPS è erogata da banche e finanziarie che hanno aderito alla Convenzione INPS. Questo accordo stabilisce regole comuni, procedure telematiche e tassi soglia da rispettare, ma non significa che tutte le offerte siano uguali.

Ogni istituto può proporre condizioni diverse entro i limiti previsti. Le differenze possono riguardare:

  • il TAEG applicato;
  • l’età massima accettata a fine finanziamento;
  • i costi accessori;
  • la gestione della polizza vita obbligatoria;
  • la rapidità di istruttoria della pratica.

Non si può quindi dire in assoluto quale banca sia sempre la più conveniente. Per valutare correttamente una proposta è utile partire dalla richiesta di un preventivo gratuito e non vincolante.

Affinché i preventivi possano essere confrontati in modo corretto, devono riferirsi allo stesso importo e alla stessa durata. A quel punto il parametro più utile è il TAEG: a parità di importo e durata, l’offerta con il TAEG più basso è generalmente quella meno costosa.

In una prima fase può essere utile anche una simulazione online, soprattutto per capire la rata indicativa e il possibile importo ottenibile in base alla quota cedibile.

Quali sono le banche convenzionate INPS?

L’elenco delle banche e finanziarie che aderiscono alla Convenzione INPS è in continuo aggiornamento. Per questo, prima di richiedere una cessione del quinto INPS, è sempre opportuno consultare l’elenco ufficiale disponibile sul sito dell’ente previdenziale.

Tra le banche e finanziarie convenzionate possono essere presenti, ad esempio:

L’elenco non deve essere considerato definitivo: prima di scegliere un istituto è meglio verificare sempre la presenza aggiornata nell’elenco INPS.

Una possibile alternativa: le cessioni del quinto erogate direttamente dall’INPS

Se si è pensionati INPS ex INPDAP o ex IPOST e al momento della pensione si è scelto di continuare a versare i contributi volontari nel Fondo della Gestione Unitaria, può essere possibile richiedere i Prestiti Pluriennali diretti erogati dall’INPS.

Si tratta di una forma diversa dalla cessione del quinto in convenzione. In questo caso non ci si rivolge a una banca o finanziaria, ma direttamente all’INPS. La durata può essere di 5 o 10 anni e la richiesta deve essere giustificata da una delle motivazioni previste dal regolamento.

Ecco le principali differenze:

Aspetto Cessione del quinto INPS in convenzione Prestito Pluriennale diretto INPS
Chi eroga il prestito Banca o finanziaria convenzionata INPS
Serve giustificare l’uso del denaro? No Sì, la finalità deve rientrare tra quelle previste dal regolamento
Durata Da 24 a 120 mesi 5 o 10 anni
Platea Pensionati con pensione cedibile Iscritti alla Gestione Unitaria o Fondo Credito ex IPOST
Modalità di richiesta Tramite banca o finanziaria convenzionata Tramite servizio INPS

Il Prestito Pluriennale diretto può risultare interessante per chi possiede tutti i requisiti e ha una finalità ammessa dal regolamento, ad esempio ristrutturazione, acquisto di un’auto, spese sanitarie, cerimonie, nascita di un figlio o altre necessità documentate.

quadratini con spunta verde

Come requisiti si dovranno avere:

  • essere in pensione;
  • al momento dell’entrata in pensione aver proseguito o iniziato la contribuzione al Fondo della Gestione Unitaria;
  • avere le certificazioni necessarie per giustificare la richiesta di prestito;
  • rientrare nelle condizioni previste dal regolamento INPS.

La procedura avviene tramite i servizi telematici dell’INPS e richiede l’accesso con credenziali digitali abilitate, come SPID, CIE o CNS. Per il calcolo ci si può affidare al servizio di simulazione online presente sul sito INPS.

(Approfondimento: Guida ai prestiti Inps)

C’è però da considerare il fatto che la convenienza non è detto che sia sempre solamente economica. In alcuni casi ‘conviene’ ciò che ‘si può ottenere’, aspetto di grande importanza specialmente se si è pensionati piuttosto in avanti con gli anni.

Ad esempio, i Prestiti Pluriennali possono essere più vantaggiosi a livello di tassi, ma hanno la limitazione di dover necessariamente motivare la richiesta. Al contrario, una cessione convenzionata INPS lascia più libertà sull’uso della somma ottenuta, ma dipende dalle condizioni proposte dalla banca o finanziaria aderente.

Domande frequenti sulla cessione del quinto INPS

La cessione del quinto INPS è solo per pensionati?
Sì, quando si parla di cessione del quinto INPS ci si riferisce normalmente alla cessione del quinto della pensione in convenzione INPS. Per i dipendenti pubblici esistono invece forme di cessione legate allo stipendio e alla gestione NoiPA o ad altri enti.

Quanto può essere alta la rata?
La rata non può superare un quinto della pensione netta. Inoltre deve sempre lasciare al pensionato almeno il trattamento minimo INPS previsto per l’anno in corso.

Si può richiedere con altri finanziamenti in corso?
Sì, la presenza di altri prestiti non impedisce automaticamente l’accesso alla cessione del quinto. Tuttavia l’istituto valuta sempre la sostenibilità complessiva della pratica.

Un cattivo pagatore può ottenere la cessione del quinto INPS?
In molti casi sì, perché il rimborso avviene tramite trattenuta diretta sulla pensione. La banca può comunque rifiutare la richiesta se emergono problemi legati a pensione, età, assicurabilità o documentazione.

Chi rilascia la quota cedibile?
La quota cedibile è collegata alla pensione e viene gestita dall’INPS. Nelle pratiche in convenzione, la banca o finanziaria aderente può acquisirla tramite i canali telematici previsti.

Quali pensioni non sono cedibili?
Non sono generalmente cedibili le prestazioni assistenziali, come pensioni sociali, assegni sociali, pensioni di invalidità civile e altre prestazioni che non possono essere oggetto di trattenuta volontaria.

Conclusioni

La scelta della cessione del quinto della pensione da richiedere è molto legata alle proprie esigenze, all’importo della pensione, all’età e alla finalità per cui si vuole ottenere liquidità.

Riassumendo:

  • con una cessione del quinto della pensione standard ci si può rivolgere alla banca o finanziaria che si preferisce, ma si dovrà sottostare alle condizioni di mercato, senza poter usufruire di alcuna agevolazione economica o procedurale legata alla convenzione INPS;
  • con i Prestiti Pluriennali INPS diretti si può avere accesso a condizioni potenzialmente convenienti, ma solo se si rientra nella platea ammessa e se la richiesta è giustificata da una finalità prevista dal regolamento;
  • con la Cessione del quinto INPS in convenzione si ottiene un compromesso tra le due opzioni precedenti: bisogna rivolgersi a una banca o finanziaria aderente alla convenzione, ma si può beneficiare di procedure telematiche, controlli INPS e tassi entro soglie definite.

Per chi cerca liquidità senza dover giustificare l’uso della somma, la cessione del quinto INPS resta una delle soluzioni più lineari per i pensionati, soprattutto quando la pensione è cedibile e la rata rientra nei limiti previsti.

(Fonti: INPS, Messaggio n. 2145 del 30 giugno 2026; INPS, nuovo accordo cessione del quinto valido dal 1° maggio 2026 al 30 aprile 2029; Data rilevazione: 9 luglio 2026)

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