Prescrizione debiti ordinaria – Breve o brevissima per quelli tributari?

Il legislatore, nello stabilire i termini di prescrizione dei debiti (sia tributari, che verso fornitori o Inps, ecc) ha usato il principio secondo il quale il debitore non può rimanere legato alla propria condizione debitoria per un tempo “eccessivo”.

Quindi tramite i termini prescrittivi da una parte tutela il debitore e dall’altra offre un orizzonte temporale congruo al creditore affinché riesca a mettere in atto tutta una serie di azioni atte a garantire la restituzione del credito vantato.

Approfondimento: Linee di credito.

Cosa comporta la prescrizione

La determinazione dei termini di prescrizione impone una fine perentoria al diritto vantato dai creditori. Una volta che il termine di prescrizione è scaduto il creditore, indipendentemente dal credito vantato, non avrà più alcun diritto alla prestazione. Quindi ad esempio se si ha un debito con l’Inps, oppure tributario o anche di tipo commerciale, superato il termine specifico di prescrizione (quinquennale per i primi due e decennale per l’ultimo) non si dovrà fare alcun pagamento anche se dovesse arrivare un sollecito a farlo (spesso ci sono cartelle Equitalia che hanno per oggetto proprio debiti prescritti).

Ma bisogna anche fare attenzione al verificarsi di casi di interruzione dei termini di prescrizione dei debiti. A differenza di quanto si possa pensare, una volta che arriva l’interruzione, successivamente non si proseguirà con il conteggio del periodo già maturato, ma si avrà un azzeramento totale, e una ripartenza con un periodo di pari durata a quella originaria. Per semplificare il concetto facciamo un esempio, e poniamo di avere un debito Inps, e che siano trascorsi 4 anni di prescrizione. Arriva la notifica che interrompe il tempo di prescrizione, Da quel momento (sia che venga o meno impugnato il provvedimento) ripartirà il termine di prescrizione che ricomincerà da capo, per cui davanti avremo nuovamente 5 anni prima che il debito possa considerarsi prescritto (vedi anche Rimborso cessione del quinto).

Durate delle prescrizioni

I debiti si prescrivono in 10 anni. Tuttavia ci sono alcune situazioni particolari in cui la prescrizione è più breve. Vediamo nello specifico le varie ipotesi.

Prescrizione di 5 anni:

  • annualità degli assegni di alimenti, delle rendite perpetue e di quelle vitalizie;
  • titoli di Stato (per il capitale nominale);
  • canone di affitto degli immobili e spese condominiali;
  • utenze domestiche e tassa sui rifiuti;
  • rata dei mutui e assicurazioni;
  • Imposte dovute sulle dichiarazioni dei redditi, e sull’Iva
  • spese di ristrutturazione;
  • multe e oneri dovuti a enti (ad esempio la camera di commercio, iscrizione all’albo, ecc)
  • interessi e debiti verso fornitori, privati, ecc, con scadenza al massimo annuale;
  • indennità per fine rapporto di lavoro;
  • diritti da rapporti sociali, o per azione di responsabilità verso gli amministratori;
  • diritto al risarcimento danni

Prescrizione di 3 anni:

  • bollo auto;
  • diritto alle retribuzioni per periodi superiori al mese sia per i prestatori di lavoro che per i professionisti, compresi i notai;
  • pagamenti per le lezioni durante l’esercizio di insegnamento di un anno (per durate inferiori come giorni o ore il termine è di 1 anno).

Prescrizione di 1 anno:

  • diritto incasso provvigione per mediatori, per spedizione e trasporto (in Italia, in zona Ue è di 18 mesi);
  • pagamento dei premi assicurativi RC, furto e incendio, per le altre assicurazioni si sale a 2 anni;le rette scolastiche;
  • pagamento per gli abbonamenti a centri sportivi;
  • diritto di incasso dei compensi maturati nello svolgimento delle attività da ufficiale giudiziario.

Prescrizione di 6 mesi

  • pagamenti a chi svolge attività come albergatore e simile.

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