Cessione del quinto dello stipendio: cosa cambia rispetto ad un prestito tradizionale?

La cessione del quinto, a seguito della legge finanziaria del 2005 (la nr. 311 a cui sono seguite le modifiche apportate dalle leggi successivi) è diventata una tipologia di prestito accessibile ai dipendenti del settore pubblico, privato ed ai pensionati. Si tratta, nonostante la peculiarità che presenta per il rimborso, comunque di un prestito personale. Quindi la concessione non è subordinata alla realizzazione di obiettivi che devono essere comunicati alla finanziaria ma solamente ai requisiti per lo più concentrati sulla sussistenza di un contratto di dipendenza lavorativa oppure di erogazione della pensione Inps (unica eccezione continua ad aversi per i prestiti pluriennali garantiti o diretti ex Inpdap).

La cessione del quinto può essere definita anche un prestito “garantito”. La garanzia è offerta dal fatto che il pagamento delle rate è sottratto dallo stipendio o dalla pensione a monte, e quindi corrisposto direttamente dal datore di lavoro oppure dall’Inps (od ancora prima dall’Inpdap). Quindi è una forma di finanziamento che offre maggiori possibilità di venire interamente rimborsata. Per rafforzare questa possibilità troviamo anche la copertura assicurativa obbligatoria che copre:

  • il caso morte (sia per chi è in attività lavorativa che per i pensionati);
  • la perdita di impiego (solo per i dipendenti);
  • i casi di invalidità o inabilità lavorativa permanente o temporanea (dovuti sia a infortunio che da malattia).

Differenze con un prestito personale

Va fatta una premessa dal punto di vista normativo. Alla cessione del quinto si applicano sia le leggi specifiche ( a partire dal DPR 180 del 1950 e successive modifiche) che le leggi sul credito al consumo, sulla trasparenza bancaria e per la tutela dall’usura. Invece sui prestiti personali si applicano solo queste ultime. Vediamo ora tutte le differenze:

Calcolo della rata

Nella cessione del quinto dello stipendio la rata massima non potrà superare un quinto dello stipendio netto. Se su questo ci fosse già una trattenuta a monte (ad esempio dovuto al pignoramento dello stipendio) cumulativamente non si potrà superare il 50% dello stipendio netto complessivo. Invece il rapporto rata reddito di un prestito personale generalmente può arrivare fino a circa un terzo dello stipendio (quindi si sale dal 20% del quinto ad almeno il 33%) ed alcune finanziarie o banche possono anche spingersi fino ad un 40% circa (sempre in base alla propria politica d’erogazione dei finanziamenti).

Modalità di restituzione

Per quanto riguarda la modalità di rimborso, un normale prestito personale prevede l’addebito tramite Sdd sul conto corrente del finanziato (eccezionalmente può essere ammessa una modalità alternativa, ad esempio con bollettino postale) alla data di scadenza indicata nel contratto (se la scadenza è ad esempio il giorno 5 del mese, in tale data partirà il pagamento che andrà a buon fine logicamente se ci sarà copertura adeguata).

La cessione del quinto dello stipendio invece prevede che chi versa gli emolumenti (ad esempio datore di lavoro privato oppure amministrazione pubblica) trattenga a monte l’importo della rata e che provveda al suo versamento. Questo modus di pagamento condiziona anche la presenza più o meno necessaria di garanzie ulteriori, normalmente non previste nel caso della cessione del quinto e spesso richieste dagli istituti di credito nei prestiti personali ‘tradizionali’.

Durata

Per quanto riguarda la durata dei prestiti personali le finanziarie e le banche hanno totale discrezionalità. Il ‘piano di ammortamento’ può infatti andare da pochi mesi fino generalmente ad un massimo di 10 anni. Alcune istituti di credito rendono la durata proporzionale all’importo richiesto mentre altre non si spingono mai oltre durate ridotte (ad esempio 84 mensilità). Per la cessione del quinto invece la durata, per legge, dovrà essere compresa tra 24 e 120 mensilità.

Infine c’è la questione legata al rinnovo, in quanto per la cessione del quinto sono previste delle limitazioni (come rimborso di almeno il 40% dell’importo richiesto, oppure senza limiti temporali ma solo per durate fino a 60 rate per optare per una cessione decennale). Nel caso del prestito personale non è prevista una vera e propria modalità di rinnovo: si chiude il prestito in corso e se ne accende un altro.

Il merito creditizio

Merita un discorso a parte la questione della reputazione creditizia del richiedente un prestito ed una cessione del quinto dello stipendio. Le banche, prima di concedere un prestito, cercano di valutare la “bontà” del finanziato vedendo la sua storia pregressa anche per quanto riguarda la regolarità con cui ha fatto fronte agli impegni dovuti a finanziamenti. Se una persona risulta come cattivo pagatore o protestato allora normalmente non procede a concedere il prestito, anche se si rispettano tutti gli altri requisiti richiesti. Questa scelta non è obbligata dalle disposizioni di legge, ma deriva dalle scelte proprie dei vari Istituti di credito, infatti alcuni possono prevedere un livello di tolleranza per un certo numero di ritardi di pagamento, mentre altri sono molto meno flessibili. Nel caso della cessione del quinto, visto il tipo di funzionamento del rimborso, che non viene rimesso al “merito” del richiedente, in quanto è fatto da chi eroga lo stipendio, il merito creditizio non viene considerato. Si tratta quindi di un tipo di finanziamento nella maggioranza dei casi concesso anche ai cattivi pagatori, e in molti casi, ai protestati.

Approfondimento: Visura Crif.

L’assicurazione sulla vita: obbligatoria o non obbligatoria?

Se si richiede una cessione del quinto dello stipendio non si ha possibilità di decidere se sia opportuno o meno assicurarsi contro i rischi di non poter rimborsare il finanziamento in caso di perdita della capacità di produrre reddito (per morte, invalidità, perdita dell’impiego, ecc). Con le leggi del 2005 e 2006 rispetto al passato è stata solamente prevista la possibilità di poter scegliere liberamente la compagnia di assicurazione con cui assicurarsi, rispettando i requisiti necessari richiesti dalla finanziaria (facoltà estesa anche ai dipendenti del settore pubblico).

Negli altri tipi di prestito normalmente la decisione di assicurarsi è per lo più facoltativa. Solo per alcuni tipi di impiego può essere resa obbligatoria dalla banca, ma si tratta di soluzioni limite legate sempre ed esclusivamente alla sfera delle garanzie (ad esempio come è spesso accaduto per i lavori atipici).

Conclusioni

La cessione del quinto dello stipendio è una soluzione migliore del prestito personale? Possiamo solo affermare che è una delle possibili alternative che si possono vagliare. per valutarne la convenienza bisogna comunque richiedere dei vari preventivi e andare a fare un’analisi oggettiva sulle condizioni effettivamente applicate.


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