Rilascio benestare cessione quinto: quanto tempo ci vuole

Il credito al consumo, soprattutto nell’ambito dei prestiti personali, abbraccia tante modalità differenti di finanziamento. Uno dei più particolari è la cessione del quinto dello stipendio o della pensione, che coinvolge nella pratica 4 soggetti:

  • la banca o la finanziaria erogante il prestito;
  • il datore di lavoro o l’ente pensionistico;
  • l’assicurazione per la parte di copertura assicurativa obbligatoria;
  • il richiedente (potenziale finanziato).

Per assicurarsi che tutti i soggetti interessati siano informati dell’apertura e dello stato di avanzamento della pratica occorre rispettare appositi formalismi che comprendono tra gli altri il documento o attestato di ‘benestare’.

Si tratta evidentemente di un passaggio in più rispetto ad altre tipologie di prestito. Proprio per questo bisogna mettere in conto i tempi di rilascio di questo benestare che, pur non essendo obbligatorio per legge, rappresenta in pratica la prassi, per cui gli Istituti di credito ne fanno generalmente richiesta. Questo perché vogliono essere certi che chi deve pagare gli stipendi lo faccia al netto della quota della rata che deve essere invece versata all’istituto di credito concedente la cessione del quinto stessa.

Cos’è e a cosa serve

Come già accennato, l’attestato o atto di benestare è un documento che ha carattere ‘comunicativo’. Con esso la banca o la finanziaria si accerta che anche il datore di lavoro (amministrazione pubblica o ente pensionistico) sia ben informato non solo della richiesta di finanziamento effettuata da un dipendente o pensionato, ma anche delle informazioni principali riportate nel contratto, come l’importo della rata, la durata dell’impegno di rimborso, ecc (è infatti prassi che questa comunicazione venga accompagnata anche da una copia del contratto).

Questo documento non viene inviato contestualmente alla richiesta di finanziamento da parte del dipendente o del pensionato poiché prima l’istituto di credito interpellato deve effettuare i controlli obbligatori sulla sussistenza delle condizioni necessarie per poter considerare l’operazione come fattibile. Solo quando tali controlli hanno avuto esito positivo l’ente erogante procederà con l’invio della comunicazione, rendendo il destinatario partecipe del fatto che si è arrivati alle fasi conclusive della pratica.

atto di benestare cessione del quinto

Come viene comunicato?

Non trattandosi di un documento obbligatorio, non esiste un modus operandi unico, anzi spesso si adottano canali e modalità differenti a seconda del proprio referente (N.B. Si devono comunque utilizzare canali tracciabili e certificati, quindi raccomandate con ricevuta di ritorno o pec).

Nel particolare:

  • se si tratta di un dipendente pubblico si usano le modalità di comunicazioni previste dall’amministrazione pubblica (spesso procedure telematiche), rivolgendosi all’ufficio preposto alla preparazione delle buste paga e liquidazione degli stipendi;
  • se si tratta dei pensionati, si usano le modalità di comunicazione attivate dall’Inps per quella tipologia di ‘pensionato’ ex lavoratore (per esempio per gli ex Inpdap, per gli ex iPost, ecc);
  • se si tratta di un dipendente privato la forma usata è via ‘lettera’ (oppure mail) indirizzata all’ufficio contabilità e buste paga.

La forma delle comunicazioni, dunque, non è unica ma la sostanza, ovvero il tipo di informazioni che sono contenute in esse, deve esserlo, in modo tale da fornire tutti i dati utili all’amministrazione per organizzare i pagamenti degli stipendi futuri.

documenti cessione del quinto

I compiti del datore di lavoro o amministrazione pubblica

I tempi di rilascio del benestare sulla cessione del quinto dipendono evidentemente da vari fattori, ma in cima alla lista troviamo la correttezza dei dati che sono contenuti nella comunicazione. Infatti, una volta ricevuta l’informativa, l’amministrazione preposta deve effettuare un controllo per verificare l’esattezza dei dati e comunicare eventuali correttivi e inesattezze. Possono verificarsi dunque due situazioni:

  • se non c’è bisogno di alcuna correzione il benestare viene rinviato firmato e si passa alla fase conclusiva di approvazione del prestito.
  • se invece c’è il bisogno di apportare delle modifiche ai dati, il documento torna indietro con l’indicazione delle correzioni da fare che, a seconda della gravità, possono portare anche alla stesura di un contratto di cessione del tutto nuovo. Quindi c’è una nuova comunicazione, che riporta le correzioni fatte, un nuovo controllo da parte dell’amministrazione del lavoratore o pensionato, e successivo eventuale via libera.

Se ne deduce quindi che maggiori sono le correzioni da fare più i tempi di rilascio del benestare definitivo tendono ad allungarsi.

tempi atto benestare

Quali sono i tempi minimi e massimi?

Non è possibile quantificare a priori i tempi con certezza. I fattori che incidono sulle tempistiche sono diversi, a partire da quelli impiegati dal mezzo usato per le comunicazioni: istantanei nel caso di mail certificate, più lunghi per le lettere raccomandate. Si può avere qualche indicazione più precisa solo se si tratta di una richiesta effettuata presso una finanziaria che ha già collaborato con lo stesso datore di lavoro e che dunque a grandi linee conosce le modalità di lavorazione di quegli uffici contabili.

Infine, occorre tener presente che, se si ha già in corso una cessione del quinto e si desidera rinnovarla, i tempi si allungano ulteriormente per cui bisogna muoversi con più anticipo, soprattutto se si ha una certa premura nel ricevere la somma richiesta. Ricordiamo infatti che il rinnovo è in pratica un’estinzione anticipata del vecchio prestito con l’accensione di una cessione nuova (con o senza lettera liberatoria). I tempi dilatati sono dovuti ai calcoli estintivi ed all’eliminazione del debito residuo anche nella contabilizzazione della trattenuta sulla busta paga.


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