Compasspay: la carta conto anche revolving?

 

Aggiornamento luglio 2026

CompassPay non è più disponibile. Dal 21 marzo 2024 non è più possibile richiedere Conto&Carta CompassPay e il servizio è stato successivamente dismesso da Compass.

Rimane invece disponibile Minicredito Compass, oggi proposto come linea di fido da 1.500 euro collegata a un conto corrente intestato al cliente e non più alla carta CompassPay.

Le informazioni riportate di seguito descrivono quindi il funzionamento e le condizioni storiche di CompassPay quando il prodotto era ancora commercializzato.

La sezione che Compass dedicava alle carte e ai prodotti con funzione revolving comprendeva diverse soluzioni, anche grazie alla possibilità di associare la card ad alcuni finanziamenti, come Minicredito Compass.

Le informazioni che seguono si riferiscono alle caratteristiche di CompassPay quando il prodotto era ancora disponibile.

Se ci si domandava che cosa rendesse differente la CompassPay Card, da non confondere con l’omonima copertura assicurativa, che aveva comunque carattere facoltativo, dalle altre carte proposte, al primo posto andava considerato il fatto che non si trattava di una carta di credito, ma di una prepagata ricaricabile dotata di IBAN e delle principali funzionalità di un conto corrente.

Per affiancarle una riserva di denaro rimborsabile a rate, poteva essere associata al finanziamento rotativo denominato Minicredito Compass.

Che cosa poteva fare?

Trattandosi di una carta conto, CompassPay permetteva di gestire online diverse operazioni e servizi bancari, in modo simile a un conto corrente di base. Era sufficiente effettuare il login, inserire gli appositi codici di sicurezza e accedere alle funzionalità disponibili.

Le principali operazioni consentite erano:

  • accredito dello stipendio, della pensione o di altri accrediti ricorrenti;
  • domiciliazione degli addebiti diretti, comprese le rate di finanziamenti concessi da altre finanziarie;
  • pagamento delle utenze;
  • ricariche telefoniche;
  • giroconti e bonifici;
  • accredito di somme provenienti da prestiti Compass o da Minicredito;
  • pagamento di bollettini postali premarcati, MAV, RAV e bollettini Freccia;
  • pagamenti presso gli esercizi commerciali;
  • acquisti online;
  • controllo del saldo e della lista movimenti.

Che cosa non poteva fare?

CompassPay non era una vera carta di credito e non poteva quindi essere utilizzata oltre l’importo effettivamente caricato e disponibile sulla carta.

Di per sé non era dotata di una funzione revolving. La disponibilità aggiuntiva era legata all’eventuale concessione di Minicredito Compass, che metteva a disposizione una linea di credito separata fino a 1.500 euro, previa valutazione e approvazione da parte della finanziaria.

Quali erano i costi e i limiti?

Quando CompassPay era ancora disponibile, era previsto un costo una tantum di 10 euro per l’emissione. Il canone mensile era pari a 1 euro con accredito dello stipendio e a 3 euro negli altri casi.

Le ricariche tramite bonifico in entrata o accrediti ricorrenti non prevedevano costi. Per le ricariche in contanti effettuate presso Intesa Sanpaolo o nei punti Sisal era invece prevista una commissione di 2,50 euro.

I prelievi presso gli ATM situati nell’area SEPA prevedevano un costo di 1,75 euro. Presso gli ATM di CheBanca non erano applicate commissioni di prelievo, mentre per le operazioni effettuate all’estero il costo indicato era pari a 3,50 euro.

Il circuito di funzionamento era Visa V PAY. Il plafond massimo della carta era pari a 5.000 euro. Anche l’importo massimo prelevabile mensilmente era di 5.000 euro, mentre per i pagamenti tramite POS il limite era fissato a 3.000 euro al mese.

I costi, le commissioni e i limiti sopra riportati si riferiscono alle condizioni storiche della carta e non sono applicabili a nuove richieste, poiché CompassPay non è più commercializzata.

Conclusioni e opinioni

Rispetto ad altre carte conto disponibili nello stesso periodo, CompassPay non era tra le soluzioni più economiche. Rimanendo all’interno del medesimo gruppo, ad esempio, erano presenti anche i prodotti di CheBanca.

CompassPay poteva tuttavia rappresentare un’alternativa per chi cercava un prodotto con funzionalità simili a quelle di un conto corrente di base e la possibilità, previa approvazione, di associarvi una linea di credito attraverso Minicredito.

Oggi CompassPay non è più richiedibile. Rimane invece disponibile Minicredito Compass, proposto con modalità differenti e collegato a un conto corrente intestato al cliente. Per conoscerne costi, requisiti e condizioni è necessario consultare la documentazione aggiornata messa a disposizione da Compass.