Incentivi statali: bonus, sconti ed agevolazioni fiscali

Per spingere i cittadini a sostenere delle spese, che interessano settori che vivono situazioni economiche di maggiore difficoltà, o per caldeggiare l’affermazione di alcuni tipi di beni considerati strategici per la crescita di alcuni comparti dell’economia (come quello auto o quelli legati alla riduzione del dispendio energetico ed all’abbassamento dell’inquinamento), i governi possono introdurre degli incentivi statali.

La forma più usata è quella di bonus o di sconti, che permettono al fruitore di pagare un bene in misura ridotta, oppure di recuperare, in sede di dichiarazione dei redditi, una quota delle spese sostenute.

L’unica variabile che può fare differenza, sia sul tipo di requisiti da possedere, che sul tipo di sconto o bonus accessibile, è la decisione che il governo in carica attua, con misure straordinarie (contenute negli ultimi anni nella Legge di Stabilità) ed, in modo meno frequente, di tipo ordinario (come i mutui, la detrazione delle spese sanitarie, e le altre forme di agevolazioni). Tra gli incentivi statali di tipo straordinario che prevedono maggiori “sconti” ci sono quelli auto e quelli sulle ristrutturazioni.

Incentivi auto

Qui bisogna fare un distinguo tra i benefici o agevolazioni fiscali che spettano ai lavoratori che usano la propria auto per lavoro, o in modo promiscuo, e le forme di incentivi legati alla rottamazione di una vecchia auto, o per l’acquisto di autovetture a basso impatto ambientale (come ad esempio nel 2013, con lo sconto del 50% per le auto elettriche).

Per quanto riguarda la detrazione fiscale, per il leasing e le forme di ammortamento, per il 2016 è stato introdotto il super bonus, che aumenta del 40% la maggioranza delle principali voci e coefficenti di calcolo da utilizzare. Per questo genere di incentivi bisogna guardare anno per anno, data l’attitudine del legislatore di apportare modifiche, quasi annualmente, per rispondere alle necessità contingenti di breve periodo.

Incentivi e detrazioni ristrutturazioni 2016

Per quanto riguarda il cosiddetto ‘bonus casa’ il 31 dicembre doveva vedere la scomparsa dell’aliquota del 50% e del 65% per tornare a quella originaria accantonata momentaneamente da qualche anno (il 36%), ma la situazione e le condizioni del mercato hanno portato ad una riconferma anche per il 2016.

Sono pressoché rimaste immutate anche le condizioni legate all’importo massimo detraibile con possibilità di recuperare il 50% delle spese sostenute per il mobilio o gli elettrodomestici ad alto risparmio, fino a 10 mila euro, in sede di ristrutturazione.

Bisogna però rispettare tutte le indicazioni burocratiche, non solo per i documenti necessari, ma anche per la tipologia dei pagamenti. L’unica certezza, procrastinata nel tempo, sembra comunque essere la detrazione per opere di ristrutturazione (vedi anche Prestiti per ristrutturare casa) mentre per tutto il resto è, come detto, necessario guardare di anno in anno quanto deciso dal governo in carica.


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