Incentivi statali: bonus, sconti ed agevolazioni fiscali

A fine anno, nella fase di approvazione del bilancio, il governo inserisce anche gli incentivi statali. Un aspetto che si è ripetuto, nonostante (o soprattutto) la pandemia di Covid, anche per il 2021 con qualche anticipazione già disponibile su ciò che sarà messo sul piatto dallo Stato per sostenere i consumi. Com’è spesso accaduto anche per il nuovo anno in cima ai ‘bonus’ ci sono quelli per la mobilità, dove un ruolo speciale è ricoperto dalle auto elettriche.
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Cosa sono

La forma più usata è quella di bonus o di sconti, che permettono al fruitore di pagare un bene in misura ridotta, oppure di recuperare, in sede di dichiarazione dei redditi, una quota delle spese sostenute.

L’unica variabile che può fare differenza, sia sul tipo di requisiti da possedere, che sul tipo di sconto o bonus accessibile, è la decisione che il governo in carica attua, con misure straordinarie (contenute negli ultimi anni nella Legge di Stabilità) ed, in modo meno frequente, di tipo ordinario (come i mutui, la detrazione delle spese sanitarie, e le altre forme di agevolazioni).

Tra gli incentivi statali di tipo straordinario che prevedono maggiori “sconti” ci sono quelli auto e quelli sulle ristrutturazioni in un’ottica se possibile più ‘amplificata’ dalla pandemia di Covid che sta caratterizzando il biennio 20/21. Focalizziamoci proprio su questi due aspetti.

Incentivi auto

Qui bisogna fare un distinguo tra i benefici o agevolazioni fiscali che spettano ai lavoratori che usano la propria auto per lavoro, o in modo promiscuo, e le forme di incentivi legati alla rottamazione di una vecchia auto, o per l’acquisto di autovetture a basso impatto ambientale.

Un incentivo proposto a partire dal 2013, con lo sconto del 50% per le auto elettriche sostituito negli ultimi anni con un ‘bonus auto’ che dipende dal prezzo e dalle emissioni di Co2, che però vede la possibile compartecipazione anche di alcune Regioni. Frequenti benefit anche per quanto riguarda la detrazione fiscale, per il leasing e le forme di ammortamento.

Quale proposta nel 2021

Per questo genere di incentivi (e non solo) bisogna guardare e valutare le condizioni anno per anno, data l’attitudine del legislatore di apportare modifiche, quasi annualmente, per rispondere alle necessità contingenti di breve periodo. Nel 2021 la deduzione del canone di leasing vede tre percentuali:

  • 100% per uso solo aziendale;
  • 70% per uso promiscuo ma con dipendente aziendale dedicato al veicolo e uso prevalentemente lavorativo;
  • 20% per auto nel parco veicoli usati da chiunque e per qualsiasi motivo.

Inoltre nel canone si deve scorporare gli interessi applicati sulla componente del ‘finanziamento’.

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Il bonus auto invece prevede degli ‘sconti’ che applica direttamente il concessionario (N.B.Non si tratta di una novità del 2021, essendo un modello applicato negli ultimi anni). Gli importi che vengono scontati dipendono da vari fattori tra cui in primis le emissioni Co2 e il prezzo dei veicolo. I bonus per le auto elettriche od ibride sono assolutamente compatibili con le iniziative interne dei vari concessionari.

Quali vantaggi?

Il risparmio è generalmente interessante visto che si possono avere delle riduzioni di prezzo finale notevoli, anche nell’ordine di diverse migliaia di euro. Il limite è dato invece dal fatto che questi incentivi che lo stato riconosce al concessionario sono limitati allo stanziamento che viene fatto annualmente e il rischio è che si arrivi al suo esaurimento prima della fine dell’anno. (Approfondimento incentivi auto)

Incentivi e detrazioni ristrutturazioni 2021

Per quanto riguarda il cosiddetto ‘bonus casa’ il 31 dicembre doveva vedere la scomparsa dell’aliquota del 50% e del 65% per tornare a quella originaria accantonata momentaneamente da qualche anno (il 36%), ma la situazione e le condizioni del mercato hanno portato ad una riconferma anche per il 2021. Più precisamente è stata mantenuta l’aliquota del 50% per le spese effettuate dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2021.

Il limite massimo di spesa detraibile è di 96 mila euro, e il recupero delle spese avviene in 10 rate (quindi in 10 anni). Può essere però anche usato il credito d’imposta da cedere a chi offre la prestazione, ottenendo a monte lo sconto. Quindi rispetto agli ultimi anni sono pressoché rimaste immutate le condizioni legate all’importo massimo detraibile.

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È stato confermato anche il bonus mobili ed elettrodomestici, con possibilità di recuperare il 50% delle spese sostenute per il mobilio o gli elettrodomestici ad alto risparmio, aumentando il tetto massimo che da 10 mila euro (N.B.per il solo 202) è passato a 16 mila euro. Ovviamente rimane la condizione che l’acquisto debba essere inserito ‘in sede di ristrutturazione’ per accedervi (sempre con recupero di 10 rate).

Bisogna però rispettare tutte le indicazioni burocratiche, non solo per i documenti necessari, ma anche per la tipologia dei pagamenti. L’unica certezza, procrastinata nel tempo, sembra comunque essere la detrazione per opere di ristrutturazione (vedi anche Prestiti per ristrutturare casa) per le quali qualora si tornasse alle aliquote ‘standard’ ci sarebbe almeno l’aliquota del 36%, mentre per tutto il resto è, come detto, necessario guardare di anno in anno quanto deciso dal governo in carica.