Incentivi per fotovoltaico ed energie alternative: le novità per il 2021

Da alcuni anni i governi inseriscono nelle varie manovre degli ‘incentivi green’ per il fotovoltaico atti a raggiungere un’efficienza energetica a livello nazionale crescente. Dal conto termico ai vari bonus proposti nel tempo, quello che è non è quasi mai cambiato è la necessità di farsi carico dei costi di installazione e acquisto per poi ottenere dei rimborsi, che però sono stati strutturati in modo diverso nel corso degli anni. Modifiche che hanno visto recentemente la principale novità con la possibile cessione del ‘credito’ in modo da ridurre od addirittura annullare l’esborso iniziale. Vediamo tutto nel particolare.

Storia degli ‘incentivi’

Nell’estate del 2013, il quinto conto energia si è esaurito, per cui la forma di incentivi per il fotovoltaico, tramite il riconoscimento di una contribuzione, in forma fissa a scalare, di anno in anno, è stata definitivamente eliminata. Ciò significa solo che è venuta meno una forma di incentivazione di tipo diretto, che però non va ad intaccare né quelle di tipo indiretto, né le valutazioni sul risparmio.

Che cosa è cambiato per le incentivazioni sulle energie pulite o alternative?

immagine di pannelli fotovoltaici

Come appena accennato dal 2014, il governo italiano ha puntato su forme di incentivazione di tipo indiretto, proseguendo sulla linea di accesso alle altre tipologie di detrazione per le opere di ristrutturazione (vedi anche Finanziamenti per fotovoltaico). Quindi per il 2015, ed anche per il 2016, c’è stata la possibilità di recuperare il 50% della spesa sostenuta nell’anno, anche per i pannelli solari e il solare termico, oppure per l’eolico o per le biomasse (in generale per l’installazione di impianti che sfruttano le energie pulite) ed entro la cifra massima ammessa alla detrazione con quota di rimborso di anno in anno fino al compimento del decimo anno.

Ovviamente questo discorso valeva per il settore dei privati e del residenziale in genere. Di contro la scomparsa del vecchio sistema di riconoscimento dei contributi previsti dai Conti Energia, non permetteva alle aziende di usufruire di forme di incentivi statali, per questo ambito, nemmeno di tipo indiretto.

fotovoltaico con superbonus 110%

Questo sistema è stato mantenuto anche negli anni successivi, e addirittura incentivato, con la possibilità in particolari condizioni di poter anche accedere alla detrazione del 65%.

La vera novità è stata introdotta però nel 2020 quando l’installazione di un impianto fotovoltaico è stato inserita come attività ‘accessoria’ per il superbonus 110%. Questo ha reso ancor più allettante procedere con questo tipo di operazione vista anche la già citata possibilità d’impiego di forme di cessione del credito.

A questo punto siamo arrivati al 2021. Quindi vediamo che cosa ha deciso il decreto legge, noto come Decreto Rilancio, a riguardo.

Ancora il 110%, ma a che condizioni?

Se analizziamo le condizioni vediamo che non ci sono state delle significative modifiche rispetto al 2020. Per lo più è stato confermato il criterio di accesso al superbonus del 110%. Nel particolare si può far rientrare il costo di un impianto fotovoltaico (per una somma massima di 48 mila euro) nella detrazione solo se l’installazione avviene contestualmente all’esecuzione di uno dei lavori trainanti (di ristrutturazione e/o miglioramento dell’efficienza energetica), oppure se è abbinata ai lavori previsti dal sisma bonus.

È confermata anche la durata di 5 anni per recuperare la detrazione nella dichiarazione dei redditi o la possibilità di usufruire della cessione del credito (a banca o azienda che si occupa dei lavori). Infine si ribadisce anche in questo caso l’accettazione della cessione dell’energia prodotta e non consumata al GSE.

Se vogliamo proprio cercare le differenze vediamo che questa riguarda la data di termine di accessibilità, che è indicata alla fine del 2021. Infine bisogna tener presente che come incentivo non è cumulabile con altre forme di incentivo o bonus, anche di livello regionale.

Qual è il vantaggio?

Nella fase di valutazione della convenienza, ponendo in relazione i benefici (il risparmio con l’impianto a regime) con i costi sostenuti ed il recupero della quota annuale della detrazione fiscale Irpef (ove prevista), si devono fare anche altri tipi di ragionamento (vedi anche Incentivi ristrutturazione casa). Non da ultimo la valorizzazione dell’immobile oggetto dei lavori di ristrutturazione ed installazione dell’impianto (vedi anche Prestiti per ristrutturazione casa), sia in virtù del miglioramento dell’efficienza energetica in sé che per la certificazione energetica (che a seconda della classe conduce ad un aumento o decremento del valore base di mercato).

immagine di emoji perplessa con modellino casa e di pannelli fotovoltaici

Poi bisogna anche considerare il risparmio sul costo della bolletta che a sua volta varierà a seconda che sia stato anche installato un sistema di accumulo oppure no.

A questo si aggiunge innegabilmente l’aspetto della cessione del credito (laddove consentito). Attraverso questa via infatti si cede il bonus/rimborso maturato con l’incentivo a chi esegue il lavoro (oppure alla banca) a fronte di una riduzione dei costi di installazione e acquisto che potranno arrivare anche a ‘saldo’ zero nel caso del bonus 110%.

Conclusioni

A chi conviene installare un impianto fotovoltaico, visto il funzionamento delle nuove forme di incentivi? A coloro che vogliono valorizzare il proprio immobile, risparmiare, ma che prevedono una permanenza di non breve periodo, ma almeno estesa a un quinquennio.

Il discorso ovviamente cambia nel momento in cui si sfrutta la cessione del credito. Uno dei punti di forza di questo meccanismo è dato dalla possibilità di farsi seguire in tutti gli step dalla stessa ditta chiamata per l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione che si occuperà anche di tutti i formalismi burocratici.