Bonus casa e ristrutturazione: cosa cambia con la legge di stabilità 2019/20?

Nel 2019 è stata effettuata una delle numerose proroghe sui vantaggi legati agli incentivi per la ristrutturazione della casa. Vengono così mantenute le condizioni agevolate dell’aliquota (rispetto al classico 36%) e del tetto massimo di spesa detraibile. È stato anche mantenuto l’obbligo di comunicazione all’Enea dei lavori di ristrutturazione effettuati, che ricordiamo essere condizione necessaria per poter accedere alle detrazioni. Lo stesso discorso vale anche con l’approvazione della Legge di Bilancio 2020.

Fatte queste doverose precisazioni sulle ultime novità, se consideriamo gli anni precedenti vediamo che in realtà si è trattato di un andamento quasi costante, con proroghe di anno in anno e solo qualche piccolo aggiustamento.

A riguardo ricordiamo ad esempio l’approvazione della Legge di Stabilità per il 2016 che ha rispettato i pronostici, non apportando grandi novità, ad eccezione del taglio all’ Imu e soprattutto dell’abolizione della Tasi. In particolare per quanto riguarda gli incentivi per la ristrutturazione della casa, è stato nel corso del tempo confermato il “bonus” edilizia, o meglio è stato sottoposto ad una proroga, visto che anche in questo caso non sono state introdotte delle novità ‘eclatanti’.

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Che cosa dice il testo di legge approvato per il bonus casa?

Come poc’anzi accennato per le opere di ristrutturazione è stata confermata l’aliquota del 50% (vedi anche Prestito per ristrutturazione), che vale ancora anche per l’acquisto di mobili (per le case sottoposte a ristrutturazione) e degli elettrodomestici di classe energetica A+ o maggiore. Inoltre è stato prorogata l’aliquota al 65% per le opere che rientrano nel miglioramento dell’efficienza energetica.

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Fin qui non troviamo novità, tranne che per l’aggiunta della nuova agevolazione denominata Bonus Facciate, che prevede una detrazione del 90% per immobili che si trovano nel centro storico o in altre posizioni significative. Come si evince dal nome, gli interventi devono essere finalizzati al recupero oppure al restauro della facciata esterna dell’immobile, comprese tinteggiature o interventi di pulizia. Nel 2020 è stata inoltre aggiunta la possibilità di poter usufruire dello sconto su fattura per i lavori di ristrutturazione di 1° livello (fino a 200 mila euro).

Come funziona?

Anche qui vengono riconfermate in blocco le disposizioni e le modalità di detrazione degli anni passati (vedi anche Ikea finanziamenti). Quindi si impone l’uso del bonifico per ristrutturazione o, in alcuni casi (indicati già dall’Agenzia delle entrate), della carta di credito (o comunque pagamento tracciabile elettronico). Le spese che beneficiano della detrazione, vengono rimborsate per 10 rate, quindi in 10 anni, così come previsto nell’anno passato. Ovviamente bisogna seguire le indicazioni per la comunicazione all’Enea dei lavori di ristrutturazione.

Come avviene il ‘rimborso’

Vediamo ora brevemente le caratteristiche delle varie agevolazioni dedicate alla ristrutturazione di un immobile nell’anno in corso con un focus sull’aliquota di detraibilità oltre che sulle tempistiche e modalità di rimborso.
Bonus ristrutturazioni 2020: si gode di un’aliquota del 50% su una spesa pari al massimo di 96.000 euro, con durata di 10 anni (10 rate). L’importo si riferisce a ciascun unità immobiliare e si dimezza se l’immobile non è ad uso abitativo.

  • Bonus mobili 2020: questa agevolazione è accessibile se eseguendo una ristrutturazione si acquistano anche mobili. In tal caso si può recuperare il 50% della spesa effettuata, sempre in 10 anni, ma per una somma massima specifica di 10 mila euro.
  • Ecobonus 2020 – 2021: la detrazione può essere del 65% o del 50%, con un tetto massimo di 100 mila euro, recuperabili in 10 anni. Gli interventi sono destinati al risparmio energetico (solo per le parti comuni di edifici con riqualificazione energetica il periodo si estende fino alla fine del 2021). L’aliquota al 50% è riferita alle spese legate all’installazione di serramenti, infissi e/o caldaie a condensazione o biomassa;
  • Bonus verde 2020: si tratta di una proroga che offre la possibilità di accedere all’agevolazione della detrazione del 36% per la riqualificazione urbana per terrazzi, balconi e giardini. Ancora una volta l’orizzonte di rimborso è decennale con un importo massimo pari a 5 mila euro (cifra riferita ad ogni unità immobiliare a uso abitativo e non al richiedente). L’importo può comprendere anche le eventuali spese di progettazione e manutenzione.
  • Sisma Bonus 2021: le aliquote di detrazione vanno dal 70% a 85%, con recupero delle spese sostenute per la messa in sicurezza e il consolidamento strutturale degli edifici esistenti (miglioramento almeno pari a classe 1).

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Quali vantaggi per il recupero del centro storico?

La normativa nazionale non prevede in modo specifico questo tipo di incentivi, che tuttavia possono essere disposti in maniera autonoma dalle amministrazioni locali (soprattutto le Regioni e, in alcuni casi, il comune in cui gli immobili sono ubicati).

Gli incentivi per la ristrutturazione di una casa in un centro storico possono per questo essere alquanto differenti: in alcuni casi, ad esempio, si ha un rimborso pro quota di una parte degli interessi passivi pagati nella richiesta di forme di finanziamento, in altri l’esenzione dall’obbligo di dover sostenere alcuni costi legati a imposte e tasse locali.

Anche le modalità di erogazione variano da zona a zona e vanno da quelle che prevedono lo stanziamento di un fondo (con conseguente bando di partecipazione, compilazione della classifica e successivo rimborso, nelle somme previste nel regolamento stesso), a quelle che invece prevedono semplicemente la presentazione della domanda nei tempi e nelle modalità previste (normalmente da “sportello”).

Queste ultime presentano normalmente una breve fase di istruttoria per controllare il solo possesso dei requisiti minimi richiesti (normalmente le agevolazioni riguardano solo la prima casa).

L’unico discorso che rimane con carattere nazionale è proprio quello del già citato Bonus Facciate, dove sono coinvolti proprio gli edifici che si trovano nella fascia A (centro storico) e fascia B.