Prestiti dipendenti privati – Le alternative a Inps e Inpdap

Le condizioni particolarmente agevolate riservate ai prestiti Inps ex Inpdap, sono riservate ovviamente ai dipendenti pubblici che siano in possesso di specifici requisiti. Per i dipendenti privati è possibile accedervi, o trovare soluzioni che siano convenienti in modo quasi analogo? Una domanda che si pongono i vari lavoratori del settore privato, che seppur dotati di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, molto spesso incontrano grandi difficoltà per accedere al credito. Difficoltà che crescono ulteriormente nel momento in cui vorrebbero ottenere finanziamenti particolarmente vantaggiosi. Vediamo quali sono effettivamente le possibili alternative per i prestiti a dipendenti privati, le cause di rifiuto, e come si può eventualmente superarle.

Il prestito personale

Tra i prestiti per dipendenti privati, la forma più semplice da richiedere è quella del prestito personale. Si tratta di una forma di finanziamento accessibile a una platea molto ampia, che va a valutare solamente l’affidabilità sia creditizia che reddituale dei richiedenti. Tuttavia diventa complicata da ottenere se non si ha una reputazione molto solida (grandi difficoltà per i cattivi pagatori e nessuna possibilità per i protestati), e se si cercano tassi non troppo elevati.

In media il tasso annuo è intorno al 10%. Per trovare condizioni agevolate bisogna cercare tra le convenzioni che sono attive, ma si tratta di situazioni di cui non possono beneficiare coloro che lavorano per aziende di modeste dimensioni. Tra gli aspetti positivi troviamo il fatto che c’è una scelta molto ampia, con la possibilità di poter comprimere i tassi se ci si rivolge alle banche online, o ad alcune finanziarie che operano principalmente via web.

La cessione del quinto dello stipendio

Fino a qualche anno fa la cessione del quinto dello stipendio era una forma di credito indirizzata in modo esclusivo ai dipendenti del settore privato. Dalla seconda decade del 2000 il legislatore ha voluto estendere questa possibilità anche al settore privato, dopo circa 60 anni di privilegio riservato solo a quelli della pubblica amministrazione.

Affermare però che ci sia stata una parificazione di trattamento è fuorviante, poiché i tassi di interesse applicati alle cessioni del quinto dei dipendenti privati sono sensibilmente più elevati rispetto a quelli del settore pubblico. Di contro è stata aperta la possibilità di accedere al credito anche a coloro che sono cattivi pagatori e protestati, anche se alcune limitazioni rimangono per evitare un possibile rifiuto. Fin qui quindi gli aspetti positivi e negativi si compensano in modo quasi perfetto.

Nella forma e nella sostanza le cessioni del quinto tra dipendenti privati e pubblici sono quasi identiche (tranne il tasso applicato e il fatto che solo per quelli statali non è previsto di norma l’uso della garanzia sul Tfr), per:

  • durata (che va da un minimo di 24 mesi fino ad un massimo di 60 o 120);
  • gli importi medio-elevati (per questo aspetto non si ha un trattamento univoco, in quanto banche e finanziarie impongono delle somme massime molto differenti tra loro che in alcuni casi possono arrivare anche alla soglia dei 100 mila euro);
  • per la percentuale massima di reddito occupabile dalla rata, che non può superare un quinto dello stipendio netto del richiedente (in caso di pignoramenti già esistenti sullo stipendio non si potrà superare complessivamente il 50%).

Differenze apprezzabili si hanno per le possibilità di accesso, in quanto pur appartenendo ad amministrazioni locali più piccole non si incontrano difficoltà, mentre i dipendenti privati per aziende al di sotto dei 16 dipendenti, o con ragione sociale tipo snc o sas, o che svolgano attività in alcuni settori “poco graditi” da assicurazioni e finanziarie, possono vedersi rifiutata la richiesta del prestito.

Per evitare queste difficoltà bisogna informarsi prima, al momento di richiedere il preventivo, sulle limitazioni di accesso che la banca o la finanziaria scelta intende attuare.

Il prestito cambializzato

Ci sono società, anche online, che si sono specializzate nella concessione del prestito con cambiali. I nuovi orientamenti del mercato vedono un’apertura a categorie in precedenza non considerate, come le aziende con un numero molto basso di dipendenti (anche un solo dipendente), e i cattivi pagatori (per i protestati la situazione permane piuttosto complessa). Gli importi, molto variegati per soglia minima e massima finanziabile, tuttavia difficilmente raggiungono le soglie previste per i prestiti personali e le cessioni del quinto (normalmente non si superano i 20 mila euro).

Tra gli svantaggi c’è la difficoltà a poter dare un giusto grado di affidabilità alla società proponente, dato che si tratta di una tipologia di prestiti a dipendenti privati piuttosto di nicchia.

Cosa fare in caso di prestito rifiutato

Bisogna fare una distinzione tra le ragioni di tipo soggettivo e quelle di tipo oggettivo. Se la richiesta del prestito viene rifiutata per limiti legati a fattori oggettivi (come ad esempio età del richiedente, insufficiente reddito personale e mancanza di un garante, merito creditizio negativo, ecc), allora l’unica possibilità che si ha per superare la difficoltà è quella di:

  • ridurre l’importo di finanziamento richiesto;
  • ridurre la durata;
  • rivolgersi a una banca o finanziaria con percentuale di rata/reddito più elevata (si va dal 30 al 40% circa, fermo restando il limite della cessione del quinto che è solo del 20%, raddoppiabile con il prestito con delegazione di pagamento);
  • eliminare la causa che ha portato alla segnalazione nella centrale rischi.

Può anche succedere che una richiesta di prestito venga rifiutata perché impostata male, per cui spendere qualche minuto in più nella fase della richiesta del preventivo è sempre la via più sicura per ottenere un parere positivo. In particolare, specialmente quando si richiede un preventivo online, bisogna considerare le sue potenzialità, così da sfruttarlo al meglio, che possono essere sintetizzate in:

  • velocità di calcolo delle condizioni che avrà il prestito;
  • alcun obbligo e alcuna segnalazione perché non è una richiesta formale di prestito;
  • nessun limite nel numero di preventivi che possono essere calcolati (con possibili simulazioni di condizioni differenti);
  • possibilità di poter congelare le condizioni proposte nei vari preventivi, così da valutarne con calma la convenienza.

Conclusioni

Anche se non esistono forme dedicate di prestiti a dipendenti privati, le numerose proposte che sono presenti permettono di trovare soluzioni flessibili, anche se difficilmente potranno essere fatte rientrare nella categoria molto esclusiva di prestiti agevolati.


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