Prestiti per dipendenti statali: quali alternative alla cessione del quinto?

Oltre ai classici prestiti personali o finalizzati, le alternative di finanziamento tra cui possono scegliere gli impiegati nel settore pubblico sono numerose, grazie anche all’esistenza di specifici prestiti per dipendenti statali.

Questi però spesso presentano dei limiti di accesso, con dei requisiti obbligatori che ne possono limitare l’impiego, come nel caso dei Prestiti Pluriennali Diretti o Garantiti Inps (ex-Inpdap). Entrambi costituiscono comunque una valida alternativa alla cessione del quinto presentando caratteristiche pressoché identiche ma a condizioni più vantaggiose. (Approfondisci anche Tassi cessione del quinto).

Finanziamenti dedicati o accessibili a tutti?

Indubbiamente nel caso dei dipendenti statali, sia rivolgendosi ad alcune banche o finanziarie “normali” che a quelle convenzionate per i Prestiti Pluriennali Garantiti, si ottengono condizioni migliori rispetto ai dipendenti privati. Tra le banche più attente nel riservare comunque condizioni particolari troviamo Unicredit e Bnl.

Ci possono essere dei limiti per alcuni contratti di lavoro, come nel caso delle richieste della cessione del quinto per dipendenti con contratto a tempo determinato. Anche qui le possibilità non mancano, ma si fanno molto meno frequenti, il che assottiglia la possibilità di trovare a volte condizioni particolarmente convenienti. (Vedi anche la guida agli Incentivi Statali).

Tra le finanziarie che offrono cessione del quinto a dipendenti con contratto a tempo determinato possiamo segnalare Fiditalia purché la durata massima del finanziamento coincida con la scadenza del contratto lavorativo in corso.

Quando possibile, è sempre meglio scegliere i finanziamenti specifici erogati direttamente dall’Inps, come il Piccolo Prestito e il già citato Prestito Pluriennale Diretto, che riservano tassi agevolati rispetto a quelli di qualsiasi banca o finanziaria. L’importante è essere attenti ad acquisire i minimi requisiti necessari che rendono accessibile questa specifica categoria, visto che è prevista un’anzianità minima di servizio e di iscrizione e contribuzione al “Fondo della Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie”.

dipendenti pubblici

Quali requisiti servono?

I pensionati devono fare richiesta di iscrizione al Fondo con la domanda di pensionamento, mentre i dipendenti pubblici sono già obbligatoriamente iscritti. L’aliquota contributiva per i pensionati è pari allo 0,15% della pensione e per i dipendenti sale allo 0,35% della retribuzione percepita.

Per il Piccolo Prestito ad esempio dei dipendenti ex Ipost è prevista un’anzianità minima di 2 anni di versamenti al Fondo . Per i Prestiti Pluriennali si sale comunque a 4 anni che si dimezzano solo per gli invalidi o i medagliati al valor militare o mutilati di guerra.

esempio inps

Entrambi possono essere richiesti anche da lavoratori a tempo determinato, ma per i Prestiti Pluriennali il contratto a scadenza deve essere pari ad almeno 36 mesi, e la durata massima del finanziamento pari al periodo che manca al suo termine (ad esempio un contratto di 5 anni permette di ottenere una durata di 5 anni).

Come si richiedono?

L’iter cambia a seconda che si tratti di quelli ex Ipost o ex Inpdap ed in funzione della tipologia (pluriennali non garantiti, diretti od erogati da banche e finanziarie senza particolari accordi). Nel caso in cui la domanda passi per l’Inps (unico ‘referente’ dopo l’assorbimento di Ipost e Inpdap) è prevista la presentazione telematica.

La procedura, più semplice per il Piccolo Prestito, passa per la funzione self service di presentazione della richiesta su NoiPa usando codice fiscale e password, oppure la Carta servizi. Comunque, sia su Inps che su NoiPa è possibile fare simulazioni per valutare l’impatto della rata che si dovrebbe rimborsare.

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Se invece ci si rivolge a banche convenzionate per i Prestiti Pluriennali Garantiti (quelle società che son state autorizzate in base all’articolo 15 del D.P.R. 180/50), si devono seguire le procedure indicate dalle stesse banche, rientrando in una condizione del tutto simile a quella che banche o società non convenzionate riservano ai dipendenti pubblici. Procedure analoghe si hanno anche per i rinnovi, fermo restando i limiti imposti dai vari regolamenti.