Incentivi senza rottamazione: come funziona il bonus auto

Il decreto noto come lo Sblocca Italia per il biennio 2014 e 2015, ha rivisitato la formula degli incentivi auto, apportando soprattutto delle modifiche rispetto a quelli di rottamazione, che coinvolgono in generale le auto che possono essere inserite nella categoria di quelle a bassa emissione (sia quelle alimentate a gpl, metano che le auto elettriche).

Come funzionano gli incentivi statali?

Il ‘bonus auto’ è, in pratica, rappresentato da uno sconto, che va a beneficio di colui che sta acquistando l’auto (vedi anche Bonus fiscali). Il limite di emissione accettata, per cui si possa accedere allo sconto medio, è di 95 g per Km, mentre il calcolo del contributo statale varia sia a seconda del livello di emissione certificato dell’auto che del prezzo dell’auto. Per quest’ultimo aspetto è infatti necessario applicare uno sconto percentuale, che per il 2015 è stato fissato al 15% (sul prezzo auto al netto delle imposte e messa su strada).

Lo sconto massimo collegato al livello di emissioni va invece da un massimo di 3500 euro per quelle che rimangono al di sotto di 55 g per km, ai 3000 euro per quelli superiori come emissioni, ma sempre al di sotto della già citata soglia di 95. A riguardo lo stesso decreto ha anche stabilito che per questa tranche di incentivi, ci sarà possibilità di accesso fino al termine del 2015 (quindi il 31 dicembre è la dead line), a meno di ripensamenti, rimodulazioni o rinnovi e proroghe come accaduto per quelli di ristrutturazione.

Quali le differenze rispetto al passato recente e non?

Come detto la principale differenza è legata all’aspetto della rottamazione (vedi anche Finanziamenti acquisto auto elettriche). In un recente passato normalmente veniva chiesto, oltre al limite delle emissioni, anche la necessità di dare un veicolo in rottamazione, che avesse dei livelli di emissione molto elevati, così da raggiungere il duplice scopo di togliere dalla strada auto troppo inquinanti a favore di quelle più nuove.

Ora, data la crisi del settore, l’imperativo è soprattutto quello di favorire le vendite, in calo da tempo, senza però rinunciare alla spinta delle auto ‘ecologiche’, visti anche gli obiettivi da raggiungere, sul fronte europeo, alla soglia del 2020, per la riduzione dell’inquinamento a partire proprio dalle grandi città.


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