Prestiti dipendenti per cooperative – Limiti e possibilità

L’estensione dell’accessibilità della cessione del quinto al settore privato, ha ampliato le possibilità di poter ottenere dei finanziamenti al sorgere di qualsiasi tipo di necessità di tipo personale. Tuttavia in alcuni casi si possono incontrare comunque delle difficoltà, poiché si appartiene a delle specifiche categorie o perché il rapporto di dipendenza lavorativa è con una società cooperativa. Questo è il solo limite che si può incontrare quando si cercano dei prestiti per dipendenti di cooperative a meno che non ci siano altre problematiche o la società cooperativa sia di dimensioni troppo piccole per essere considerata solida.

Differenza tra il prestito personale generico e le cessioni del quinto

Ma perché si possono incontrare delle difficoltà nella richiesta di una cessione del quinto se si è dipendente di una cooperativa? Le ragioni sono dovute al fatto che numerose banche e finanziarie scelgono a monte di non finanziare chi lavora presso cooperative di medie dimensioni, perché caratterizzate da più rischi rispetto a quanto accada nel caso delle società come srl e spa. A questa scarsa apertura si aggiungono le assicurazioni, che decidono di non concedere l’obbligatoria copertura assicurativa, sempre per un fatto legato al rischio.

Ovviamente questo limite non si trova nel caso in cui si dovessero chiedere dei normali prestiti personali da parte dei dipendenti di cooperative. In questi casi normalmente gli istituti di credito non valutano anche la solvibilità del “datore di lavoro” che invece è un requisito fondamentale nelle sole cessioni del quinto. A titolo esemplificativo le principali differenze possiamo riassumerle nel seguente modo:

  • nella cessione del quinto conta l’affidabilità e la solidità del datore del lavoratore, mentre non c’è alcuna importanza per il loro merito creditizio. Per questa ragione anche protestati e cattivi pagatori possono accedere alle cessioni;
  • nei prestiti personali (no cessione del quinto) non ha valore la solidità del datore di lavoro, in quanto è il lavoratore che deve essere considerato solvibile, attraverso l’analisi del suo reddito e delle garanzie che eventualmente può presentare. Inoltre c’è anche la valutazione sul merito creditizio in quanto assume un ruolo fondamentale l’affidabilità di chi sarà chiamato ad effettuare i rimborsi delle rate;
  • il prestito personale garantisce maggiore flessibilità di scelta sulle durate che però nella maggioranza dei casi non supereranno le 84 mensilità. Invece la cessione permette di arrivare fino a 10 anni di rimborso;
  • in caso di pignoramento preesistente alla richiesta dei prestiti è la cessione quella che garantisce maggiore successo, potendo coesistere anche se nel rispetto di alcune limitazioni.

Le alternative migliori: come conoscerle

I dipendenti di cooperative spesso sono allettati da convenzioni e prodotti che sono frutto di accordi con la società per cui lavorano. Non sempre queste convenzioni sono realmente convenienti, per cui si possono prendere in considerazione per fare dei confronti con le proposte che ci sono sul mercato, ma non vanno scelte come sola alternativa appetibile.

Se si desidera richiedere una cessione del quinto la prima cosa da fare è accertarsi che la banca o la finanziaria scelta prevedano la possibilità di concedere questa forma di finanziamento. Come già accennato è pressoché indispensabile appartenere a delle cooperative piuttosto grandi, mentre il limite basso accordato a varie società srl o spa, ovvero quello del numero di dipendenti minimo pari ad almeno 16 addetti, non viene praticamente calcolato. Ogni società stabilisce dei limiti differenti, ma sono quasi tutte allineate su numeri di ‘soci’ abbastanza elevati.

Per sapere quindi se una determinata società finanziaria prevede la concessione della cessione anche ai dipendenti di cooperative, bisogna informarsi direttamente:

  • chiedendo informazioni al numero verde;
  • usando i forum interni dove lasciare la propria domanda;
  • compilando il form presente di solito sui siti istituzionali;
  • andando in agenzia o in filiale.

Se questa prima indagine porta a degli esiti positivi bisogna sempre fare richiesta del preventivo. Quindi non ci si dovrebbe accontentare subito della prima proposta ma chiedere altri preventivi (almeno 3 in tutto) ad altre banche o finanziarie. In questo modo si può fare una comparazione che garantisce una buona panoramica della situazione del mercato e del livello di convenienza della proposta che sembra più convincente, almeno sulla carta.

Una volta terminata questa “indagine” conoscitiva, si dovrà seguire l’iter tipico di una cessione del quinto, che vede come primo passo ufficiale quello della richiesta di prestito in via formale. Bisogna comunque tener presente che un numero alto di soci dipendenti che ha già in corso una cessione del quinto, potrebbe essere causa di rifiuto. Quindi prima di muoversi si dovrebbe richiedere questo tipo di informazione presso l’amministrazione, rimanendo sempre su dati generici per non andare a scontrarsi sulla privacy.

Approfondimento: Prestito rifiutato.

Requisiti minimi necessari

Così come accade anche per i dipendenti privati di società srl e spa, anche per i dipendenti di cooperative sono previsti dei requisiti minimi che bisogna possedere al momento della richiesta. Al primo posto troviamo quelli di tipo personale che sono:

  • avere almeno 18 anni;
  • non avere più dell’età massima prevista che è pari al limite di età pensionabile (altrimenti si rientra nella normale cessione del quinto pensionati);

Quindi ci sono quelli di tipo reddituale e lavorativo e cioè:

  • avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato (difficilmente sarà accettato anche a tempo determinato);
  • aver raggiunto un’anzianità sulla posizione lavorativa di almeno 6 mesi;
  • aver maturato un Tfr sufficiente a garantire la somma che si vuole richiedere.

Questi sono parametri molto generali, perché poi possono subentrare altri elementi che vengono valutati di volta in volta e possono aumentare gli ostacoli da affrontare. Ne sono un esempio i contratti in cui si viene pagati a ore, oppure quelli part time con un reddito piuttosto basso.

Si tratta comunque di aspetti che vengono valutati caso per caso, e che quindi consigliano di fare comunque dei tentativi, almeno dal punto di vista informativo. Ovviamente bisogna agire in modo tempestivo e non attendere che si venga costretti a richiedere il finanziamento. Se la cessione del quinto, che è la soluzione più complicata per molti, è la sola via percorribile per i protestati, a tutti gli altri comunque rimarrà intatta la possibilità di poter richiedere altri tipi di prestito.

Conclusioni

I prestiti per i dipendenti di una società cooperativa possono appartenere a varie tipologie. Se si cercano le soluzioni più facili da ottenere bisognerebbe privilegiare le piccole società finanziarie, fortemente specializzate su una rosa ristretta di finanziamenti: poche alternative percorribili ma maggiore probabilità di riuscire ad ottenere la somma di cui si ha bisogno. Sulla convenienza si potranno invece incontrare tantissime condizioni differenti, che andranno valutate solamente al momento.


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