Fundraising: come funziona e cos’è il Documento di Buona Causa

La traduzione letterale di fundraising è quella di “raccolta fondi”, quindi sotto questa definizione si intendono tutte quelle attività che sono necessarie per trovare i finanziamenti anche online, tramite soprattutto donatori, per la realizzazione di un obiettivo.

Lo scopo che si intende realizzare non deve essere obbligatoriamente di carattere sociale, anche se è utilizzato spesso con questo scopo soprattutto in Italia.

In che cosa consiste la raccolta fondi con il “raising”

Non tutte le iniziative volte alla raccolta dei fondi possono essere annoverate nel fundraising. Principalmente vi rientrano quelle volte proprio al raggiungimento degli obiettivi preposti (di norma definiti dallo statuto per le associazioni e le organizzazioni di volontariato), e non quelle invece preposte al mantenimento delle strutture organizzative.

Inoltre quando si fa fundraising si devono avviare varie attività collaterali che siano a supporto della raccolta fondi stessa. Ad esempio molto comune è l’uso dei social per la pubblicità, campagne di sensibilizzazione, creazione di point con vendita di prodotti il cui ricavato va a sostenere una causa, ecc.

L’attività di “pianificazione”

Il primo passaggio fondamentale è quello della pianificazione, attraverso la quale, una volta definito l’obiettivo da raggiungere, si stabilisce anche un importo “target” da raggiungere . Viene altre sì determinato l’insieme delle attività che dovranno essere attuate per riuscire nello scopo preposto.

Vedi anche i Finanziamenti Cassa Deposito e Prestiti.

Questa attività di pianificazione, che mette in moto una vera e propria strategia di marketing, rimanda al Documento di Buona Causa che riassume e sintetizza tutto ciò che caratterizza e iniziative e le attività svolte dall’associazione o organizzazione.

Questo documento, spesso indicato con la sigla DBC non ha carattere solamente privato, ad esclusivo uso dell’associazione stessa, ma deve essere compilato e formalizzato così da essere di facile e immediata lettura ai potenziali donatori, chiamati a sostenere proprio gli obiettivi che fanno parte della mission associativa.
Quindi è molto importante che abbia un contenuto chiaro e che sia approfondito, così da sollecitare maggiormente una partecipazione di sostenitori.

Tipologie di iniziative che permettono la raccolta fondi

Esistono varie tipologie di iniziative che possono essere adottate e cioè:

  • crowdfunding: rivolgendosi a piattaforme specializzate si manda un messaggio chiaro, così come trasparente è l’obiettivo da raggiungere come importo necessario. Come obblighi, si hanno quelli imposti dalla piattaforma alla quale ci si rivolge;
  • attività di mailing: può essere utilizzata con quanti sono iscritti alla mailing list e newsletter, e consiste nell’invio di mail che possono avere carattere molto generico oppure essere più personalizzate. In entrambi i casi oltre ad avere carattere di informazione, devono sollecitare alla donazione, quindi devono essere riportate le modalità per contribuire;
  • quota associativa straordinaria: viene rivolta ai già soci, oppure si indirizza a nuovi potenziali sostenitori, attribuendo uno status particolare. Generalmente si punta anche alla possibilità, successiva, di fidelizzazione;
  • eventi come cene di beneficenza, point di raccolta, iniziative dove viene svolta un’attività collaterale per raccogliere una vasta platea da sensibilizzare per raccogliere le donazioni (anche proiezioni, spettacoli, ecc);
  • campagne social: utilizzando i canali social, si punta direttamente a sollecitare la raccolta dei fondi, con un invito molto chiaro;
  • uso del web: tutto ciò che può essere veicolato tramite internet, dalle campagne pubblicitarie, banner, sito istituzionale, ecc.

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