Cessione del quinto INPDAP o INPS: tipologie, tassi e requisiti

Articolo aggiornato ad agosto 2026.

L’espressione cessione del quinto INPDAP viene ancora utilizzata per indicare alcuni finanziamenti rivolti ai dipendenti pubblici e ai pensionati.

L’INPDAP, tuttavia, non esiste più come ente autonomo dal 2012 e le sue funzioni sono state trasferite all’INPS. Per questo oggi si parla anche di cessione del quinto INPS, prestiti INPS o prestiti ex INPDAP.

Queste definizioni possono generare confusione perché non indicano un solo prodotto.

Quando si parla di cessione del quinto INPDAP o INPS si può infatti fare riferimento a tre differenti forme di finanziamento:

  1. prestito pluriennale diretto INPS, finanziato ed erogato direttamente dall’Istituto;
  2. prestito pluriennale garantito INPS, chiamato anche prestito pluriennale indiretto, erogato da una banca o finanziaria con la garanzia prevista dalla Gestione Unitaria;
  3. cessione del quinto in convenzione INPS, concessa da una banca o finanziaria convenzionata e rimborsata mediante trattenuta sullo stipendio o sulla pensione.

Le tre soluzioni non sono equivalenti. Cambiano il soggetto che eroga il denaro, i requisiti, le finalità ammesse, i tassi e la procedura da seguire.

In generale, il prestito pluriennale diretto INPS tende a essere economicamente più conveniente, ma è anche più selettivo: richiede l’iscrizione alla Gestione Unitaria, specifici requisiti, una motivazione documentata e la disponibilità delle risorse necessarie.

Indice Articolo

Le tre tipologie di cessione del quinto INPDAP

Il modo più semplice per distinguere le tre formule è verificare chi eroga materialmente il finanziamento e quale ruolo svolge l’INPS.

Tipologia Chi eroga? Costo Accessibilità
Prestito pluriennale diretto INPS Generalmente più conveniente: TAN del 3,50% più gli altri costi previsti Richiede iscrizione, requisiti, motivazione documentata e disponibilità delle risorse
Prestito pluriennale garantito o indiretto Banca o finanziaria Dipende dalle condizioni dell’intermediario Disponibilità e procedura devono essere verificate
Cessione del quinto in convenzione Banca o finanziaria convenzionata Di norma più costosa del prestito diretto; il tasso deve rispettare i limiti previsti Più flessibile, ma soggetta alla valutazione dell’intermediario

La definizione “cessione del quinto INPDAP” viene quindi usata in modo generico, ma può indicare finanziamenti con caratteristiche molto diverse.

1. Prestito pluriennale diretto INPS

Il prestito pluriennale diretto INPS è finanziato ed erogato direttamente dall’Istituto attraverso la Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali.

È rivolto ai dipendenti pubblici e ai pensionati iscritti alla Gestione che possiedono i requisiti previsti.

Può avere una durata di:

  • 5 anni, con rimborso in 60 rate mensili;
  • 10 anni, con rimborso in 120 rate mensili.

La rata viene trattenuta direttamente dallo stipendio o dalla pensione e non può normalmente superare un quinto della somma utilizzabile per il rimborso.

Il prestito diretto non può essere richiesto liberamente per qualsiasi esigenza. La domanda deve essere collegata a una necessità personale o familiare prevista dal regolamento e accompagnata dai documenti richiesti.

Anche il possesso dei requisiti non garantisce automaticamente l’erogazione. La domanda viene valutata dall’INPS e il finanziamento è concesso nei limiti delle risorse disponibili.

Il principale vantaggio è rappresentato dalle condizioni economiche, generalmente più favorevoli rispetto a quelle di una normale cessione del quinto bancaria.

2. Prestito pluriennale garantito o indiretto

Il prestito pluriennale garantito, chiamato talvolta anche prestito pluriennale indiretto, non viene finanziato direttamente dall’INPS.

La somma viene concessa da una banca o da una società finanziaria, mentre la Gestione Unitaria interviene attraverso la garanzia prevista per determinati rischi.

Il rimborso avviene mediante trattenute mensili sullo stipendio, entro il limite consentito.

Questa soluzione non deve essere confusa con qualsiasi finanziamento rivolto ai dipendenti pubblici: l’elemento distintivo è la presenza della garanzia collegata alla Gestione Unitaria.

La denominazione continua a essere utilizzata nella documentazione INPS, ma sul portale dell’Istituto il prestito garantito non viene attualmente presentato con una scheda operativa completa come quella dedicata al prestito diretto.

Prima di valutare questa formula è quindi opportuno verificare:

  • se il finanziamento è effettivamente disponibile;
  • quali intermediari possono erogarlo;
  • la procedura prevista dall’amministrazione di appartenenza;
  • il TAN, il TAEG e il costo complessivo applicati.

3. Cessione del quinto in convenzione INPS

La cessione del quinto in convenzione INPS è un finanziamento erogato da una banca o da una società finanziaria convenzionata con l’Istituto.

L’INPS non presta direttamente il denaro e non decide se approvare la richiesta. La valutazione e la concessione del credito spettano all’intermediario finanziario.

L’Istituto interviene invece nella gestione della trattenuta sullo stipendio o sulla pensione e nell’applicazione delle regole previste dalla convenzione.

Questa soluzione riguarda soprattutto la cessione del quinto della pensione.

La convenzione INPS serve in particolare a:

  • semplificare lo scambio di informazioni tra l’Istituto e l’intermediario;
  • consentire la trattenuta automatica della rata sulla pensione;
  • prevedere limiti ai tassi applicabili;
  • rafforzare le verifiche e le tutele per il pensionato.

Il tasso non è uguale per tutti gli intermediari. Ogni banca o finanziaria può applicare le proprie condizioni, purché rispetti il tasso convenzionale massimo previsto per la fascia di età e l’importo del prestito.

Dal 1° maggio 2026 è in vigore una nuova convenzione INPS per i finanziamenti ai pensionati, valida fino al 30 aprile 2029.

Il prestito pluriennale diretto INPS è più conveniente?

Dal punto di vista del tasso, il prestito pluriennale diretto INPS è generalmente la soluzione più conveniente tra quelle comunemente indicate come cessione del quinto INPDAP.

Per i prestiti pluriennali diretti della Gestione Unitaria è previsto un TAN annuo del 3,50%.

Al TAN devono essere aggiunti:

  • le spese di amministrazione;
  • il contributo al Fondo rischi;
  • gli altri eventuali costi compresi nel TAEG.

Il contributo al Fondo rischi può variare in base alla durata del prestito e all’età del richiedente alla scadenza. Il costo complessivo non coincide quindi con il solo TAN del 3,50%.

Nella cessione del quinto in convenzione, invece, TAN e TAEG sono stabiliti dalla banca o dalla società finanziaria.

Gli intermediari convenzionati devono rispettare i limiti fissati periodicamente dall’INPS, ma possono applicare condizioni diverse. Il costo tende quindi a essere superiore rispetto a quello del prestito pluriennale diretto.

La maggiore convenienza del prestito diretto è però accompagnata da requisiti di accesso più rigidi.

Per ottenerlo è necessario:

  • essere iscritti alla Gestione Unitaria o a una delle Gestioni ammesse;
  • possedere l’anzianità di servizio e di contribuzione richiesta;
  • presentare la domanda per una motivazione prevista dal regolamento;
  • documentare la necessità personale o familiare;
  • disporre di una quota cedibile sufficiente;
  • superare la valutazione della domanda;
  • rientrare nei limiti delle risorse disponibili.

La cessione del quinto in convenzione è generalmente più flessibile perché non richiede una delle specifiche motivazioni previste dal regolamento INPS. La concessione resta però soggetta alla valutazione della banca o della finanziaria.

In sintesi, il prestito pluriennale diretto tende a costare meno, ma è più selettivo. La cessione del quinto in convenzione può essere più accessibile, ma presenta normalmente tassi e costi maggiori.

Requisiti del prestito pluriennale diretto INPS

In linea generale, possono richiedere il prestito pluriennale diretto:

  • i dipendenti pubblici iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali;
  • i pensionati iscritti alla stessa Gestione;
  • il personale di Poste Italiane in servizio iscritto al Fondo Credito ex IPOST.

Per i dipendenti pubblici sono generalmente richiesti:

  • almeno quattro anni di anzianità di servizio utile ai fini pensionistici;
  • almeno quattro anni di contribuzione alla Gestione;
  • una retribuzione fissa e continuativa;
  • un contratto a tempo indeterminato oppure, alle condizioni previste, un contratto a tempo determinato di almeno tre anni.

Nel caso di un contratto a tempo determinato, il finanziamento deve poter essere rimborsato entro la scadenza del rapporto di lavoro.

È inoltre necessario disporre di una quota sufficiente di stipendio o pensione, tenendo conto delle trattenute eventualmente già presenti.

Iscrizione alla Gestione Unitaria

La Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, conosciuta anche come Fondo Credito, finanzia prestiti e altre prestazioni destinate ai propri iscritti.

Dal 12 gennaio 2025 i dipendenti e i pensionati pubblici che rientrano tra i soggetti ammessi possono presentare domanda di adesione senza il precedente vincolo temporale.

L’adesione è irrevocabile. Chi aderisce volontariamente può generalmente accedere alle prestazioni creditizie dopo almeno un anno dall’iscrizione.

Essere iscritti non comporta comunque l’approvazione automatica del finanziamento. Ogni richiesta viene valutata in base ai requisiti, alla motivazione, alla documentazione presentata e alle risorse disponibili.

Durata, importo e rata

Il prestito pluriennale diretto può durare:

  • 5 anni, con 60 rate mensili;
  • 10 anni, con 120 rate mensili.

L’importo ottenibile dipende principalmente da:

  • stipendio o pensione del richiedente;
  • quota mensile cedibile;
  • durata del prestito;
  • età alla scadenza;
  • motivazione della richiesta;
  • eventuali trattenute già in corso;
  • limiti stabiliti dal regolamento.

La rata non può generalmente superare un quinto dello stipendio o della pensione utilizzabile.

Per i pensionati deve essere inoltre salvaguardato il trattamento minimo previsto dalla legge. La rata effettiva può quindi risultare inferiore al 20% della pensione netta.

Nel prestito pluriennale diretto, la prima rata viene normalmente trattenuta dal secondo mese successivo a quello dell’erogazione.

Per quali finalità può essere richiesto?

Il prestito pluriennale diretto deve essere collegato a una necessità personale o familiare prevista dal regolamento INPS.

Le motivazioni possono riguardare, a seconda dei casi:

  • acquisto o costruzione della prima casa;
  • manutenzione o ristrutturazione dell’abitazione;
  • spese mediche e cure sanitarie;
  • matrimonio dell’iscritto o di un figlio;
  • nascita, adozione o affidamento di un figlio;
  • acquisto di un’automobile in presenza delle condizioni previste;
  • altre necessità personali o familiari indicate dal regolamento.

La motivazione deve essere documentata e può incidere sull’importo massimo e sulla durata del finanziamento.

La domanda deve essere presentata entro il termine previsto per la specifica finalità. Prima di procedere è quindi necessario controllare le condizioni e i documenti richiesti dal regolamento.

Come simulare il prestito INPS?

L’INPS mette a disposizione un simulatore online per i piccoli prestiti e i prestiti pluriennali della Gestione Unitaria.

Il servizio permette di effettuare tre tipi di calcolo:

  • simulazione dell’importo minimo e massimo;
  • simulazione partendo da una rata mensile desiderata;
  • simulazione relativa a uno specifico importo.

Per effettuare il calcolo vengono richiesti dati come lo stipendio lordo mensile e la data di nascita.

La simulazione può essere avviata attraverso la pagina ufficiale Simulazione piccoli prestiti o prestiti pluriennali INPS.

Il risultato è indicativo: non costituisce un’offerta e non garantisce che il prestito venga successivamente approvato.

Come presentare la domanda?

La domanda per il prestito pluriennale diretto deve essere presentata online attraverso il servizio INPS dedicato.

Per i dipendenti pubblici in servizio, la procedura richiede generalmente anche l’intervento dell’amministrazione di appartenenza:

  1. il dipendente accede al portale INPS;
  2. genera il codice di sicurezza richiesto dalla procedura;
  3. comunica il codice alla propria amministrazione;
  4. l’amministrazione attiva la richiesta;
  5. il dipendente completa e invia la domanda online.

I pensionati iscritti possono presentare la richiesta:

  • attraverso il servizio online INPS;
  • tramite il Contact Center;
  • con l’assistenza di un patronato.

A seconda della motivazione possono essere richiesti:

  • cedolino dello stipendio o della pensione;
  • documentazione della necessità o della spesa;
  • preventivi o fatture;
  • certificato medico sul modulo previsto;
  • documento di identità;
  • dichiarazioni sostitutive e altri moduli.

I documenti cambiano in base alla finalità. Prima di inviare la richiesta è quindi opportuno consultare la scheda ufficiale del prestito pluriennale diretto INPS.

Cessione del quinto INPS per pensionati

Quando un pensionato cerca una cessione del quinto INPS, nella maggior parte dei casi fa riferimento a un finanziamento erogato da una banca o finanziaria e rimborsato mediante trattenuta sulla pensione.

L’INPS non eroga il denaro, ma applica ogni mese la rata prevista dal contratto.

Prima della richiesta è necessario conoscere la quota cedibile, cioè la rata massima che può essere trattenuta.

La quota viene calcolata considerando:

  • l’importo netto della pensione;
  • il limite massimo di un quinto;
  • la salvaguardia del trattamento minimo;
  • eventuali altre trattenute già presenti.

Se il finanziamento viene richiesto a una banca o finanziaria convenzionata, la comunicazione di cedibilità può essere acquisita direttamente dall’intermediario attraverso i sistemi INPS.

La durata massima è normalmente di dieci anni ed è prevista una copertura assicurativa obbligatoria per il rischio di morte.

Non tutte le pensioni e le prestazioni assistenziali possono essere cedute.

Per approfondire è possibile consultare anche la guida dedicata ai finanziamenti per pensionati.

In sintesi

Con l’espressione cessione del quinto INPDAP o INPS si possono indicare tre finanziamenti differenti:

  • il prestito pluriennale diretto, erogato dall’INPS;
  • il prestito pluriennale garantito o indiretto, erogato da una banca o finanziaria;
  • la cessione del quinto in convenzione, concessa da un intermediario convenzionato.

Il prestito pluriennale diretto è generalmente la soluzione più conveniente grazie al TAN stabilito dall’INPS, ma richiede requisiti più rigidi, una motivazione documentata e la disponibilità delle risorse.

La cessione del quinto in convenzione è normalmente più flessibile, ma può avere un costo superiore. Prima di scegliere è quindi importante confrontare TAN, TAEG, importo netto erogato, durata e costo complessivo.