Cessione del quinto Intesa Sanpaolo: vantaggi e svantaggi

I grandi gruppi come Intesa Sanpaolo hanno riorganizzato i compiti e le competenze delle varie società interne. In particolare Intesa ha lasciato a Personal Finance il compito di gestire i finanziamenti finalizzati, mentre per la cessione del quinto l’erogazione avviene in modo diretto (ovvero la concessione viene effettuata da Intesa Sanpaolo spa). Nel particolare questi servizi sono concessi in due forme: PerTe Prestiti per Pensionati Inps e PerTe Prestito dipendenti pubblici/convenzione MEF.

Caratteristiche e condizioni dedicate

La linea PerTe raggruppa i prestiti personali, comprese le cessioni del quinto. Con questa scelta Intesa Sanpaolo si muove in controtendenza, non avendo creato una linea separata dedicata. C’è poi anche l’aspetto strettamente correlato al ruolo svolto da accordi e convenzioni specifiche. Infatti al centro dell’offerta di Intesa Sanpaolo per la cessione del quinto troviamo le cessioni convenzionate con l’Inps per i pensionati e quelle dedicate ai dipendenti pubblici. Tra le due proposte troviamo non solo differenze dei tassi ma anche sugli importi minimi e massimi che si possono ottenere. Per la struttura del tipo di finanziamento si avrà sempre un prestito a tasso fisso, che assicura una rata massima pari a un quinto dello stipendio o pensione netta (fatta salva la quota cedibile).

PerTe Pensionati Inps

Questo prestito contro cessione del quinto permette di ottenere da un minimo di 3.600 euro ad un massimo di 75.000 euro. La durata minima è di 24 rate mentre quella massima è di 120 (fermi restando i limiti dettati dall’età anagrafica del richiedente). La richiesta può essere fatta anche da coloro che non hanno un conto corrente con il gruppo bancario Intesa Sanpaolo, e in quest’ultimo caso non si è obbligati ad aprire un rapporto bancario con essa. La messa a disposizione delle somme concesse avviene tramite accredito su conto corrente o bonifico bancario. Altro aspetto generale è quello dell’età massima anagrafica del richiedente accettata dalla banca che arriva a 80 anni.

Per quanto riguarda le condizioni economiche, può essere utile dare un’occhiata all’esempio riportato di seguito:

  • età del richiedente pensionato: 70 anni;
  • Tan 6,95%;
  • pensione netta mensile di 1000 euro;
  • durata della cessione 5 anni (60 rate);
  • importo di ogni rata 200 euro;
  • importo richiesto: 10.000 euro;
  • importo finanziato: 10.110,47 euro
  • importo erogato: 10.094,47 euro
  • importo totale da restituire 12 mila euro;
  • interessi totali al termine rimborsati: 1.889,53 euro;
  • Taeg applicato: 7,95%.

Ovviamente il tasso “finito” dipenderà dalla durata e dalle somme richieste, ma l’esempio riportato permette di notare che Intesa Sanpaolo per i pensionati prevedere una cessione del quinto caratterizzata da tassi medi appartenenti alla fascia più bassa del mercato, e che non applica elevate spese accessorie (tra Tan e Taeg la differenza è di poco più dello 0,30%).

PerTe Prestito dipendenti pubblici/convenzione MEF

In comune con l’altra cessione del quinto troviamo solo il fatto che è un prestito a tasso fisso e che la durata può andare dai 24 ai 120 mesi (così come stabilisce la normativa sulle cessioni). Inoltre i rimborsi delle rate avverranno con trattenuta a monte dell’importo dovuto sullo stipendio netto mensile, ad opera della pubblica amministrazione alla quale si appartiene. Per quanto riguarda gli importi che si può chiedere siamo tra i 4800 euro e i 80 mila euro. Anche in questo caso per poter richiedere la cessione convenzionata non si deve essere necessariamente correntista o già cliente di Intesa Sanpaolo e non ci sarà obbligo di aprire il conto presso la stessa banca. Eventualmente l’accredito della somma finanziata arriverà con bonifico (si dovranno fornire le coordinate bancarie tramite Iban).

Le condizioni economiche puntano a garantire dei tassi di interesse medio-bassi, e comunque più vantaggiosi rispetto a quelli riservati a chi non rientra nella convenzione. Anche in questo caso può essere utile riferirsi a un esempio pratico di calcolo:

  • TAN del 6,50%;
  • capitale finanziato: 14.872,12 euro;
  • età richiedente 45 anni;
  • anzianità lavorativa 15 anni;
  • stipendio netto mensile 2 mila euro;
  • rata mensile: 250 euro;
  • durata prestito cessione: 72 mensilità (6 anni totali);
  • importo totale da restituire. 18.000,00 euro;
  • importo erogato: 14.856,12 euro;
  • interessi totali che si dovranno rimborsare al termine 3.127,88 euro.
  • Taeg 6,72%.

Anche in questo caso l’esempio ci permette di vedere che effettivamente la convenzione mantiene ciò che promette, visto che l’incidenza delle spese e costi accessori sul totale portano ad un tasso effettivamente applicato superiore di circa 0,20%. Il tasso è inoltre molto vantaggioso, e manca l’applicazione di spese di istruttoria e di gestione.

Assicurazione obbligatoria

Intesa Sanpaolo non si occupa del pagamento del premio assicurativo della Cpi (si tratta di una scelta che divide le principali banche). Dopo le limitazioni imposte dall’Ivass sul conflitto che spesso si instaura tra banche e servizi assicurativi obbligatori, è diventato però possibile stipulare assicurazioni con società che non hanno alcun legame con la banca che eroga un mutuo o un prestito. Intesa Sanpaolo, come detto, segue questa strada, per cui non prevede la possibilità di risparmiare sul premio assicurativo che nel caso di una cessione del quinto pensionati può risultare abbastanza esoso (visto il legame del rischio con l’età dell’assicurato per il caso morte).

Conclusioni

La sezione dei prestiti di intesa Sanpaolo risulta essere sempre piuttosto ricca. Negli ultimi 5 anni ha usufruito anche di un certo dinamismo, che ha portato a varie riorganizzazioni. C’è però da sottolineare che le offerte di altre banche, proprio riguardo alle cessioni del quinto, risultano essere meno convenienti per la mancanza di convenzioni specifiche, ma anche molto più varie. Rimane apprezzabile il fatto che per accedere al prestito non bisogna essere obbligatoriamente dei clienti di Intesa Sanpaolo (una scelta portata avanti da un numero ad oggi esiguo di Istituti di credito), ma anche in questo caso questa scelta non rappresenta una novità vera e propria.

Il vincolo delle “convenzioni” risulta forse un po troppo selettivo, dal momento che lascia fuori categorie piuttosto ampie di potenziali beneficiari. Di contro le convenzioni risultano essere “vere” poiché riescono a creare dei reali vantaggi. Ovviamente poi la scelta deve essere rimandata alla situazione personale e alle necessità che spingono alla richiesta di una cessione del quinto, dettando anche l’importo da richiedere e la durata di rimborso, che a loro volta condizionano il tasso che verrà effettivamente applicato.


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